venerdì, luglio 18, 2003

il punto della situazione. come immaginavo mi è pressochè impossibile aggiornare il blog. pensavo di farlo da casa dei miei, ma vengo qui una volta alla settimana e ci sto pochissimo e quando torno dal lavoro sono stanco come un asino e scrivere è l'ultimo dei miei pensieri. in più lunedì parto per il veneto. concerto dei r.e.m. (sparklehorse di spalla) più visita ai miei più cari ex-erasmus ex-lisboeti. quindi il discorso è che per il resto di luglio qui sopra non ci troverete nulla. la notizia buona è che per settembre avrò una nuova casa. la mia nuova politica immobiliare ha portato ad una decoinquilinizzazione brutale e impietosa. quindi lì dentro pezzi di merda in pianta stabile non ce ne troverete. notizie dell'ultima ora vedono anche l'altro mio coinquilino (conosciuto come "Lignavo") entrare prepotentemente nella mia personale shitlist. Lignavo, puttana miseria, lo conoscevo da dieci annni e il candore con cui ha gettato nello scarico del cesso la nostra amicizia (con dura sodomia ai miei danni incorporata) è una roba che mi dà un casino da pensare. mi piacerebbe vivere in una di quelle civiltà dove sono ancora un casino legati alle tradizioni e ai valori che regolano il vivere sociale. tipo che se tradisci la mia amicizia, ti scopi la mia donna, trami alle mie spalle o mi imbrogli negli affari io ho il diritto di veder rotolare la tua testa di cazzo sul pavimento e poi di impalarla al centro del villaggio finchè rimane solo il teschio con le orbite vuote. magari sembra una roba drammatica, ma com'è che qui da noi non c'è un bel cazzo di nessuno che ti tutela dall' indecorosa condotta morale del primo mangiamerda che s'infila nella tua vita come un merdoso verme del cazzo? come avrete capito sto ancora leggendo irvine welsh, che si conferma uno dei pochi scrittori in grado di mandarmi ancora dritto fuori di melone. è morto sandro ciotti. la prima roba che mi viene in mente è una recita alle elementari in cui mauro (il mio amico di vecchia data più di vecchia data di tutti) lo imitava in una finta telecronaca. era un uomo che sapeva il calcio. di lui mi ricorderò sempre, perchè  la sua voce quando l'ascoltavo da bambino è stata una delle cose che mi hanno fatto innamorare del calcio. se qualcuno di voi stronzi pensa che sto smielando troppo è liberissimo di andarsene a cagare. inizio in questi giorni a fare ricerca sulla tesi. seguendo i consigli della prof. villa partirò dalla rappresentazione della città nel nuovo cinema europeo degli anni '60 per poi concentrarmi su un autore e infine su un singolo film di questo autore. sono arrivati in finale paulo rocha con "os verdes anos" e jean eustache con l'immortale "la maman et la putain". vedremo. confido di scrivere un paio di post ad agosto, in caso non ne avessi voglia ci sentiamo a settembre una volta finito il trasloco (a proposito, è richiesta manodopera volontaria e automonunita). ciao. atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 18/07/2003 22:17 | commenti (2)

giovedì, luglio 10, 2003

merda!   i padroni di casa arriveranno tra poco ad estirpare il telefono dalla mia ormai ex abitazione torinese. questo potrebbe avere ripercussioni gravi sulla produttività estiva della redazione di sad.aft.sex . a settembre comunque si ricomincia altrove e allora sono cazzzzzzi (da leggere con l'intonazione del poliziotto nero de "la 25a ora"). chiedo scusa a tutti voi per eventuali ritardi nell'aggiornamento della rivista. comunque io non dovrei andare via, quindi se avete bisogno della vostra dose di merdate varie sarò disponibile live più o meno per tutta l'estate nel capoluogo sabaudo e dintorni. ci sono importanti novità immobiliari di cui verrete informati a tempo debito.  atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 10/07/2003 15:25 | commenti (5)

sad.aft.sex per la cultura: iniziative editoriali    vorrei sottoporre alla vostra attenzione l'iniziativa editoriale estiva della casa editrice TEA. in questi giorni trovate nelle librerie un discretamente vasto catalogo di libri a 5,90 euro. potete consultarlo sul loro sito internet http://www.tealibri.it . la peculiarità di questi libri è che fanno quasi tutti cagare. ma ce ne sono due che fareste bene a non perdervi, e che tra l'altro hanno parecchi cose in comune tra loro. il primo è quello che sto leggendo al momento, "colla" di irvine welsh. mi piace molto, anche se l'ho inziato da poco. c'è tutto quello che io chiedo a un libro e/o a un film, cioè sesso, violenza, espressioni volgarissime e soprattutto futbol. lo stesso possiamo dire dell'altro titolo in catalogo, "fuori casa" di john king (che tra l'altro è il mio scrittore preferito, non me ne frega un cazzo). è la terza parte di una trilogia che inizia con "fedeli alla tribù" (il capolavoro) e prosegue con "cacciatori di teste".parla di una selvaggia trasferta nell'europa centrale di un gruppo di tifosi al seguito della nazionale inglese in vista di un'amichevole contro la germania. sosta obbligata ad amsterdam. da non perdere. atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 10/07/2003 15:20 | commenti

martedì, luglio 08, 2003

life after university(2): tesis(2) oggi mi girano veramente i coglioni. mi sono svegliato malissimo, mi sento una merda e non so perchè. in un brevissimo lasso di tempo mi vedo costretto a cercare casa, traslocare e soprattutto iniziare questa merdosissima tesi, che rischia di far crollare definitivamente il mio già fragile equilibrio psichico. la mia immagine di duro e puro che mi è valsa il soprannome di charles bronson della bassa vercellese mi impedisce di essere più chiaro, però tra le righe di questo post non vi sarà difficile leggere una disperata richiesta d'aiuto. l'ipotesi del cinema e il mare è finita come previsto nello scarico del cesso. grazie per i vostri commenti, ma era una faccenda troppo complicata che avrei affrontato con una certa insipienza. sentite questa invece. premetto che questa è quella buona e non me ne frega un cazzo. comunque, mi è venuto in mente di fare questa tesi sulla visione della città nel nuovo cinema (europeo) degli anni '60. mi concentrerei soprattutto su nouvelle vague, free cinema inglese e cinema novo portoghese. ovviamente il mio nume tutelare (la redazione declina qualsiasi responsabilità riguardo al significato della parola "numetutelare") sarebbe jean-luc godard. i suoi film degli anni '60 pare li abbia girati apposta perchè venissero analizzati in una tesi del genere. poi rivette (paris nous appartient) e compagnia. parlerei sicuramente di jean eustache. probabilmente truffaut mi sarà d'aiuto. per gli inglesi ho assoldato i soliti tre reisz, richardson e anderson. però qui sono molto a corto di film e avrei bisogno che qualcuno venisse in mio soccorso. magari qualcuno di voi ha registrato la rassegna sul free cinema che passavano su raisat cinema? (lo so che potevo farlo io, porc...) per i portoghesi "os verde anos" di rocha è perfetto, e anche fernando lopes con il suo belarmino potrebbe fare la sua cosa. adesso sto cercando di costruire una filmografia decente, quindi per favore scatenatevi e segnaletemi tutti i film/libri che possono centrare con l'argomento. ah, cazzo, dimenticavo l'italia, perchè il primo antonioni e certo rossellini avrebbero molto da dire a riguardo. confido nel vostro aiuto. chiunque risponda a questo post sappia che avrà diritto a una foto con me intunicato alla mia cerimonia di laurea.ciao! atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 08/07/2003 10:25 | commenti (5)

domenica, luglio 06, 2003

places (not) to go(1): vineria “non nominabile per il timore di querele”

la rubrica “places to go” nasce con l’intento di descrivere dei luoghi. è l’organo geografico di sad.aft.sex. purtroppo però iniziamo male. il problema è che nel primo luogo di cui vi parlerò mi sono trovato talmente male che definirlo un “posto dove andare” suonerebbe quantomeno beffardo. avrei potuto iniziare da qualcos’altro, visto che la recensione di un locale sminuisce di parecchio le mie ambizioni. eppure l’inculata ricevuta mi brucia ancora così tanto che la scelta è stata obbligata. l’altra sera io, rob, tat, perry e nick decidiamo di andarci a prendere un aperitivo. essendo in compagnia di amici stranieri ci dirigiamo verso la zona del quadrilatero, ovvero dove trovi il top della gamma dei locali torinesi in fatto di aperitivo. la nostra inconsapevole scelta ricade su questa vineria di nome il bigotto o il pigatto o il bugatto. comunque per fugare ogni dubbio diremo che si trova in via s.agostino, circa di fronte al noto “i tre galli”. lungi da me il chiedervi di boicottare un locale, anche perché secondo le ultime disposizioni sarei perseguibile penalmente. mi limiterò dunque a raccontarvi la mia esperienza e a precisare che chiunque di voi oserà mettere piede lì dentro dopo aver letto quest’ articolo non sarà più autorizzato a rivolgermi la parola né a salutarmi. ordiniamo la nostra bottiglia di bonarda d’ordinanza. essendo molto assetati però chiediamo anche una bottiglia d’ acqua gasata e una di naturale. quando ci viene consegnato il tutto mi cade l’occhio sullo scontrino. scopro con sgomento che insieme ai 14 euro per la bonarda ci sono stati addebitati 6 euro per la bottiglia di gasata e altri 6 euro per quella di naturale. il mio sterminato repertorio di bestemmie vacilla sotto la potenza dell’affronto subito. come se non bastasse ci viene chiesto di pagare anticipatamente, perché forse essendo seduti fuori potremmo bere e poi scappare, ma qui i criminali sono loro e non sarebbe corretto sovvertire i ruoli. per una cifra del genere mi farete notare che il servizio deve essere stato impeccabile. un cazzo. ci portano un piatto per servirci dal buffet di vivande da accompagnare all’aperitivo. rob chiede al cameriere se possiamo avere un altro piattino, perché siamo in cinque. il cameriere però mostra sul viso e nel cervello i segni indelebili di un’overdose di crack. entra nel panico, attraverso i suoi occhi sbarrati possiamo vedere i suoi tessuti cerebrali cortocircuitare impietosamente. risponde che forse sì, non è sicuro. dopo qualche minuto, ci viene portato un altro piatto, però più piccolo, forse per dimostrare che se siamo venuti per rubargli il cibo ci sbagliamo di grosso. crackhead appoggia sul tavolo cinque bicchieri del vino, ma solo due per l’acqua. forse pensa che due di noi abbiano intenzione di scolarsi una bottiglia d’acqua a testa. io ritengo che per dodici euro del cazzo abbiamo diritto a cinque bicchieri. nick ne ha chiesto e ottenuto uno con ghiaccio e limone. lo vuole anche perry, ma non c’è verso. riproviamo una seconda volta. crackhead porta un grosso bicchiere pieno di ghiaccio. perry squittisce: and the lemon??? crackhead fissa il vuoto, forse sta vedendo un grosso dragone rosso che si libra nel cielo. più tardi rovescerà un vassoio di bicchieri e sembrerà scuotersi per un momento dal suo narcotico torpore. essendo che sono un cameriere non mi metto a fare casino con gli altri camerieri. in questo caso sarebbe tra l’altro servito a poco, e poi loro comunque non c’entrano un cazzo con queste merdate dei prezzi. per quanto mi riguarda se fai pagare 6 euro 75 centilitri d’acqua ti dovrebbero incriminare per truffa aggravata. personalmente, se fossi un giudice, dopo averti infilato la testa nel cesso per tutto il tempo necessario ti sbatto in una cella d’isolamento e do la chiave in pasto alle pantegane. ti mando a vendere l’acqua alla mensa delle Vallette, dove trovi subito qualcuno che ti mette in riga. comunque lo stronzo con noi è meglio che non lo fai. è tat che organizza la vendetta. decidiamo di ingoiare l’equivalente di dodici euro in tartine dell’aperitivo, stimandone il valore attorno ai due centesimi l’una. ci riempiamo il piatto una ventina di volte. essendo che a un certo punto non ce la facciamo più andiamo a turno in bagno a vomitare per fare posto a quello che ancora ci spetta. ci spostano il tavolo, ma a tat non gliene frega un cazzo e gli corre dietro a racimolare le ultime tartine rimaste. dopo non abbiamo più cenato. mi riservo comunque di andargli a pisciare sulla serranda chiusa dopo che saranno falliti.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 06/07/2003 22:49 | commenti (8)

venerdì, luglio 04, 2003

this motherfucking world(7): if this is a man

durante la cerimonia di gala tenutasi mercoledì sera nei locali della redazione torinese di sad.aft.sex è stato conferito il premio "se questo è un uomo", prestigioso riconoscimento annualmente assegnato a personalità distintesi nel campo dell’infamia e della bassezza umana. il vincitore di questa stagione è stato unanimemente indicato in Merdian, talentuoso studente/fancazzista divenuto presto oggetto di culto da parte dei lettori della rubrica "this motherfucking world". questa la motivazione della giuria: per avere gettato senza esitazione nello scarico del cesso ogni briciolo di dignità umana al fine di raggiungere i propri scopi personali. per il candore e la noncuranza con cui ha saputo umiliarsi di fronte a coinquilini e padroni di casa, rifiutando ostinatamente di muovere il suo grasso culone marcio portandolo fuori da una casa nella quale è schifato e disprezzato alla stregua di un cane rabbioso (è un modo di dire, niente contro i cani rabbiosi). per aver saputo dissimulare abilmente la differenza fisionomica tra la sua faccia e il suo culo, mentendo, infamando alle spalle, negando evidenze e attribuendo frasi e fatti inesistenti a chiunque non fosse presente in quel momento. per l’atteggiamento parassitario degno di una sanguisuga che ha saputo porre alla base della sua misera esistenza.

pubblichiamo di seguito stralci del suo discorso di ringraziamento: "vorrei ringraziare innanzitutto la mia codardia e la mia viltà, grazie alle quali ho saputo costruirmi una reputazione degna dell’ultimo degli esseri umani. è stata dura e alla fine ho temuto di non farcela. sicuramente l’essermi lamentato con la padrona di casa del fatto che una volta, mentre stavo guardando la tv, gli altri coinquilini si sono messi a fare una torta passando davanti allo schermo è stato un colpo di genio. ho guadagnato un sacco di punti anche minacciando che se i padroni di casa mi avessero intimato di andarmene avrei finto di cercare casa per mesi rimanendo saldamente al mio posto. è un premio importante, che fa curriculum e mi permetterà senz’altro di vivere un’esistenza splendida, spazzando via la felicità, la serenità e l’equilibrio psichico di chiunque mi permetta di entrare nella sua vita." con questo il capitolo Merdian è da considerarsi chiuso. garantisco che non verrete più annoiati dai resoconti di questa triste storia.

una puntualizzazione. forse la totale decontestualizzazione del titolo di un libro di Primo Levi potrebbe turbare le coscienze di qualcuno. me ne scuso anticipatamente, precisando che non sono assolutamente queste le mie intenzioni. questo è un articolo di carattere più meno ironico e scherzoso, ma non vuole in alcun modo mancare di rispetto alla memoria delle vittime dell’olocausto. anche perché di questo si occupano già le persone che abbiamo delegato come nostri rappresentanti al parlamento europeo.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 04/07/2003 14:39 | commenti (3)

martedì, luglio 01, 2003

this motherfucking world (6): da restaurant tales (1)

per questa volta vi skippate la traduzione del testo di new dawn fades. in cambio trovate le cronache della mia vita lavorativa. era un mio vecchio progetto. per la verità avrei voluto farne una sit-com, però è già un inizio. sabato stavo servendo l’aperitivo in riva al lago. mi sono piazzato dietro la boccia col ghiaccio piena di bottiglie di spumante magici istanti martini. l’altra postazione è dietro le caraffe di aperitivo della casa, ma non ci vado pazzo per quella broda rosso fosforescente. allora, sta di fatto che arriva la gente e noto subito questo mangiamerda che tiene in braccio un piccolo bambino molto grazioso. il bimbo piange, mangiamerda smadonna, maledice il bimbo e lo piazza in braccio alla nonna infastidito. guarda che razza di mangiamerda, penso. riprendo a dispensare magici istanti in eleganti bicchieri rosa. quando verso lo spumante magici istanti martini tengo la testa bassa, in modo che il mio campo visivo sia limitato alla bottiglia e ai bicchieri che mi vengono tesi. io li riempio e mi evito di vedere la facce dei clienti. è una roba che dopo un paio di minuti fai in automatico, e allora mi metto a pensare ai cazzi miei. a un certo punto per sbaglio il magici istanti esonda da un bicchiere e finisce su mano/polso/avambraccio/orologio di un cliente. alzo la testa e chi ci trovo? ovviamente mangiamerda. mangiamerda biascica qualcosa con molte "z". grazzie forse, o più probabilmente cazzo, perché il magici istanti martini è bastardo, e quando ti ci bagni (specie in un ambiente afoso, paludoso e lacustre come quello) si rapprende e tu ti ritrovi coperto di una patina melmosa e appiccicosa, il bersaglio perfetto per la vorace fauna locale (composta di mosquitos, carpe, papere, cigni e volatili vari). quello che mi ha stupito è che la vendetta si è consumata automaticamente, senza che avessi impartito alcun ordine al mio apparato cerebrale. non credo sia stato il destino. molto più semplicemente pensandoci bene mi sono poi ricordato che mi ero dimenticato il cervello settato in modalità "revenge" per via dei fatti di cui potete leggere in t.m.f.w. (5). morale della favola: meglio non fare gli stronzi con me o davanti a me. le pratiche punitive che vengono regolarmente perpetrate dal personale di un ristorante non hanno nulla a che vedere con l’avvelenamento/manipolazione dei cibi. quelle sono robe bieche, da figli di puttana, perché non rivelano il mittente. una metodo valido è quello dell’ustione semiinvolontaria. si lambiscono le braccia (i più bastardi puntano alla faccia) del cliente con un vassoio caldo di forno. lascia un marchio verticale, dolorosissimo e fastidioso, che prima di guarire muta forma e colore per settimane. ovviamente poi si può macchiare la gente. ci sono vari gradi a seconda del cibo che si lascia cadere sul vestito. la frutta viene via subito. il vino rosso sono cazzi. la salsa con cui viene condito il carpaccio saporito è una sostanza oleosa che per cancellarla è necessario bruciare il vestito. ci sono poi le varianti horror. una volta mio cugino ha fatto cadere un pezzo di cervello dentro un bicchiere di vino rosso. sono immagini che turbano profondamente chi vi assiste. infatti è un’immagine che è stata utilizzata anche per una pubblicità contro l’alcolismo. pensateci bene prima di chiedere una bottiglia d’acqua con troppa sufficienza e senza la dovuta dose di umiltà.

atro.C.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 01/07/2003 18:10 | commenti (1)



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