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venerdì, settembre 26, 2003
tv casualties(1): settimana dal 27 settembre al 3 ottobre c’è bisogno di una guida tv seria che vi insegni a trascorrere le vostre serate davanti alla tv, quindi provvedo io. preciso che non è mia intenzione fare concorrenza alla guida tv per eccellenza. sabato 27: il sabato lavoro, quindi non so cosa ci sia in tele di solito. di sicuro non ci sono i simpson e blob è stato recentemente mutilato dall’imprescindibile ritorno sugli schermi di fabio fazio, una persona che personalmente ho sempre ritenuto simpatica come la gonorrea. per non parlare della schiera di merdaioli che si portava dietro a quelli che il calcio. il nuovo programma non l’ho mai visto e mi guardo bene dal farlo. un altro dei presentatori per cui avrei pronta una pallottola nella schiena è senz’altro enrico papi, reo di aver schiacciato con il suo culone maleodorante uno dei miei telefilm preferiti, will e grace, che per far posto a sarabanda ha trovato nuova collocazione il sabato alle 19, quando io sto finendo di servire i caffè. la prima serata del sabato vede da oggi uno scontro epico fra due inamovibili entità cancerose del piccolo schermo: panariello (raiuno) e maria de filippi (canalecinque). ne prenderei uno per picchiare l’altro. però in serata grandi film, a partire da quell’impiccalo più in alto alle 21 su raitre (un clint eastwood d’annata), passando per inseparabili di cronenberg alle 23.30 su lasette, fino ad approdare a un grande classico del cinema, la splendida conversazione di francis ford coppola, con il miglior gene hackman della sua carriera. è un film indimenticabile dal primo all’ultimo fotogramma, però non si può non citare la scena della tazza del cesso. chi non l’ha ancora visto lo faccia. un altro classico del genere poliziesco all’ 1.25 su italiauno, l’anno del dragone di michael cimino (difficile dimenticarsi di mickey rourke nei panni di un poliziotto di origine polacca). fuori orario credo di capire che proporrà una nottata in ricordo di leni riefensthal, regista di olimpia e il trionfo della volontà (leggetevi la sua autobiografia, “stretta nel tempo”), da poco scomparsa. domenica 28: non immaginate quale atroce sofferenza sia per me ogni maledetta domenica non poter vedere quelli che il calcio, luogo di massimo splendore di una delle coppie di comici (gnocchi-crozza) più strepitose degli ultimi anni. il mio scibile calcistico sarà tristemente nutrito la sera da controcampo. riprende smallville su italiauno. non l’ho mai visto e non so cosa dirvi in proposito, se non che odio le serie tv ricoperte da una sottile membrana fantascientifica. fatevi il favore di perdervi la leggenda del pianista sull’oceano. per aiutarvi non pubblico orario e collocazione. la nottata di fuori orario però, signori, è una di quelle dotate di cazzi e controcazzi. voglio sentir rombare i vostri videoregistratori perchè non credo che avrete spesso occasione di vedere questi film. il primo è high school di frederick wiseman. se questo nome non vi dice nulla vi basti sapere che trattasi di uno dei maggiori documentaristi della storia del cinema. molto spesso mi viene da pensare che wiseman sia il più grande storico degli stati uniti del nostro tempo perchè il suo cinema è tanto grande da viaggiare su un binario in bilico tra documentarismo, antropologia e storiografia (se la storia la facessero i popoli e non i loro leader). segue zero de conduit di jean vigo, sfortunato cineasta degli anni ’30 morto a soli trentadue anni. lasciò tre splendidi film, e da anni attendevamo un passaggio televisivo di questa sommossa scolastica divenuta allo stesso tempo un film maledetto (per i problemi con la censura) e un classico del cinema. lunedì 29: dopo la puntata splatter di lunedì scorso (incredibile la scena dell’amputazione del braccio del dottor romano ad opera di una pala di elicottero) attendiamo con discreta ansia le due nuove puntate di e.r. (raidue alle 21). lasciate pure perdere la stanza del figlio (raiuno), che personalmente reputo un pessimo film. non ho visto charlie’s angels (canale 5) ma leggendo il cast ho idea che sia meglio prepararsi una scorta di fazzoletti di carta. per la fase postorgasmica potreste (oltre a leggere sadness after sex, il vostro blog postcoitale) guardare la prima puntata di colorado cafè live, un programma che non mi da nessuna fiducia. alle 4.05 su italiauno ivo il tardivo del grande alessandro benvenuti. martedì 30 guardatevi report alle 20.50 su raitre. se volete vedere juventus o inter impegnate in champions potete andarvene al bar (che un paio di pinte di fronte al futbol sono quello che ci vuole dopo una dura giornata) o aspettare pressing champions league (retequattro, 23.05). mercoledì 1 vi sarà invece fatta la grazia di trasmettere in chiaro celta vigo-milan (italia1). giovedì 2 non dovete perdere alle 23.40 su la7 intimacy di patrice chereau. all’1.25 su retequattro morte a venezia di visconti. l’appuntamento del giorno è però su mtv alle 21. scrubs-medici ai primi ferri è in assoluto la mia serie preferita al momento. trattasi di un’esilarante sit-com ambientata nel pronto soccorso di un ospedale. propone in assoluto l’umorismo più fresco in circolazione in tv. sono iniziate le nuove puntate e io ho scoperto che uno dei protagosti (credo si chiami dr.cox nella serie) è anche uno dei colleghi di charlie sheen in wall street di oliver stone. deve aver inserito la testa dentro una di quelle macchine che ti plastificano la carta d’identità perchè a distanza di quindici anni espone la stessa identica faccia e propone quella stessa unica espressione del volto (la definirei profondamente dentale). venerdì 3 vi consiglio di uscire, a meno che non vogliate trascorrere una triste serata di fronte a biscardivenerdì o scherzi a parte o a un film di tornatore. ciao. atroC.T.X.Z.B.tion feat. gli spietati postato da atrocityexibition |
26/09/2003 21:07 | commenti (6)
domenica, settembre 21, 2003
parole altrui(2): sir edmund gillepsie la gente vuole sapere per quale motivo ho smesso di fare film. si dice che non trovassi denaro per finanziare i miei progetti, in realtà non ho mai più avuto nessun progetto. ho sempre pensato che il mestiere del regista cinematografico finisse con l’inizio delle riprese. tutto sta nella capacità di vedere il film prima di portarlo sul set e sulla pellicola. una volta visto, il film è finito. si può realizzarlo o no, non importa. la capacità di visualizzare mentalmente spazi, tempi, suoni, luci ed espressioni dei volti è quello che la gente si aspetta da un regista. da bambino ho sempre pensato che fossimo dotati di due paia di pupille, un paio che puntava verso l’esterno e uno verso l’interno. forse non mi sbagliavo. ma io sono stato così stupido da fare il mio primo film a sessant’ anni. a quell’età si inizia a vedere male, il nostro cervello continua a produrre immagini ma i nostri occhi non riescono più a vederle bene. semplicemente, invecchiando, ho perduto una certa quantità di diottrie. sir edmund gillepsie (1895-1979), scozzese, indicato da alcuni come un precursore del free cinema. diresse un solo film (peraltro di difficile reperibilità): the loneliness of mr. onan (1954). postato da atrocityexibition |
21/09/2003 23:57 | commenti
parole altrui(1): sarah kane torazina, 100mg. ha dormito, più calma. vanlafaxina, 75mg, aumentati a 150mg, poi a 225mg. vertigini, pressione bassa, emicranie. nessun altra reazione. cessano. la paziente rifiuta il seroxat. ipocondria- cita intermittenti e gravi perdite di memoria come segno di discinesia e demenza tardiva. ha rifiutato ogni ulteriore cura. 100 aspirine e una bottiglia di cabernet sauvignon bulgaro del 1986. la paziente si è svegliata in una pozza di vomito e ha detto: “dormi con un cane e ti ritroverai piena di pulci”. forti dolori allo stomaco. nessun’altra reazione. sarah kane. 4:48 psychosis sarah kane (1971-1999), drammaturga inglese. ha scritto blasted, phaedra’s love, cleansed, crave e 4:48 psychosis. ebbe una carriera controversa, fu spesso accusata di cercare nelle sue opere lo scandalo fine a se stesso. indubbiamente scandaloso è il suo ultimo, delirante, monologo 4:48 psychosis, angosciosa cronaca di un suicidio consumato a soli ventotto anni (il titolo fa riferimento all'ora della notte in cui, secondo le statistiche, si prova maggiore attrazione verso il suicidio). la traduzione italiana della sua opera è pubblicata da einaudi (sarah kane- tutto il teatro. einaudi. torino. 2000. 12euro.) postato da atrocityexibition |
21/09/2003 23:49 | commenti (2)
venerdì, settembre 19, 2003
this motherfucking world(10): the anti-telecom manifesto (aka lo scandalo Telekom Merdia) e vaffanculo anche la telecom. ormai la mia shitlist alla voce “companies” sta lievitando paurosamente. la più grande compagnia telefonica nazionale sta mettendo seriamente a repentaglio la riuscita della mia tesi e l’esistenza di questo sito. vi racconterò la mia triste storia in forma di atto unico. è il riassunto di un lungo dialogo avente come protagonisti atroC.T.X.Z.B.tion (me) e Operatrice Telefonica Telekom Merdia (un collage di tutte le frasi sentite mentre stavo al telefono con una serie di operatrici del call center di Telekom Merdia). sostanzialmente il mio problema è che sto disperatamente cercando di ottenere una fottuta linea telefonica nella mia nuova abitazione sita nel fottutissimo centro di una della più importanti città del norditalia. Operatrice telefonica Telecom Merdia: buongiorno sono Operatrice Telefonica Telekom Merdia, in cosa posso esserle utile? atroC.T.X.Z.B.tion: buongiorno, senta, io avrei fatto richiesta circa due settimane fa per attivare una nuova linea telefonica e da quel giorno non ho più saputo nulla... OTTM: le è già stato assegnato il numero? AE: no OTTM: no, mi spiace guardi, qui non risulta nessuna richiesta AE:ma come non è possibile, l’operatore mi aveva garantito che era tutto a posto, e adesso cosa faccio, aspetto altre due settimane? come faccio? io ho bisogno del telefono, avevo anche detto che avevo una certa urgenza, mi serve per motivi di lavoro, senza telefono sono rovinato!!! (tutto questo con tono disperato, inconscio del fatto che quello che stava per succedere sarebbe stato di portata ben più tragica) OTTM: mi spiace, non posso farci niente, se vuole rifacciamo la richiesta, altrimenti se non vuole non facciamo niente. AE: ma come, non è possibile, non posso aspettare ancora!! OTTM: non lo so, faccia come le pare, se non vuole rifare la richiesta rimanga senza telefono. ah no, un momento, aspetti, ecco, ho trovato la sua precedente richiesta... ecco... ah, mi spiace, guardi, non le è stato ancora assegnato il numero di telefono perchè non ci sono numeri disponibili nella sua zona. AE: no, scusi, quindi cosa devo fare? OTTM: niente, può solo aspettare che qualcuno nella sua zona disdica il suo abbonamento telefonico, così le verrà assegnato quel numero. AE: cosa?? ma che cazzo, mi sta dicendo per caso che avete finito i numeri di telefono? non è vero, mi sta prendendo in giro, non le credo, guardi... OTTM: glielo giuro, è possibile, ogni tanto succede... ma lei abita in una zona isolata? AE: cosa??? io abito al centro di Torino, a 50 metri dalla fottuta mole antonelliana, e lei mi sta dicendo che nella mia zona non è possibile avere il telefono, se ne rende conto??? io non ci credo, semplicemente non è possibile. non è possibile che chiediate 120 euro per installare la linea e poi non abbiate i numeri di telefono. e poi scusi, se non richiamavo io mi avreste lasciato qui come uno stronzo senza sapere niente? non è possibile, cazzo, ma quanto dovrei aspettare?? OTTM: guardi, non lo so, dipende, non si può dire quando qualcuno deciderà di togliere il telefono, guardi, mio fratello a roma ha dovuto aspettare sei mesi... AE: come??? sei mesi del cazzo??? no, non è possibile, senta, escludo che aspetterò sei mesi, semplicemente quello che lei mi sta dicendo non è normale, non è possibile, è una roba da malati di mente che non può succedere in un paese civile... OTTM: eh, lo so, guardi, in italia ci sono tante altre cose che non funzionano e purtroppo non possiamo farci niente.. AE: quindi mi sta dicendo che per avere un telefono devo emigrare, o suicidarmi... OTTM: guardi, mi dispiace davvero, ma non c’è soluzione.... AE: aspetti, aspetti, mi faccia capire bene. in sostanza mi sta dicendo che non posso in nessun modo avere una linea telefonica in tempi decenti? OTTM: esatto. ormai è ufficiale. siamo la fottuta repubblica delle banane. verrà il giorno in cui la repubblica delle banane farà causa allo stato italiano per violazione del copyright, perché nessuno avrebbe mai pensato che uno stato potesse diventare più repubblica delle banane dell’originale. tutto questo mi fa venire in mente un titolo che ha visto il mio amico GG l’altro giorno in edicola sul quotidiano Africa news: “deep cash crisis in Nigeria: there is no money to print the money”. uno stato che non ha più soldi per stampare i soldi è forse una delle pochissime cose ancora più tragicomiche di una compagnia telefonica che finisce i numeri di telefono. ma a parte leggere i titoli dei giornali che parlano di paesi più sfortunati del nostro,un altro modo che conosco per cercare di sfuggire a questo tipo di situazioni (direi kafkiane, perchè i call center sono gli ultimi grandi custodi della tradizione del kafkianesimo) è uscire a comprarmi dei dischi. eccovi quindi una carrellata dei miei acquisti. questa settimana mi è venuta voglia di ascoltare solo vinile. vado in un apposito negozio di dischi usati e compro vinili che non costino più di tre euro (a parte una merdaccia di disco di paul mccartney con le scritte in cirillico che costava 7 e che non so per quale assurdo motivo ho comprato). ho preso forever now, degli psychedelic furs. un fottuto classico, niente da dire. dentro c’era anche il poster originale, e poi love my way è una canzone indimenticabile. poi ho trovato finalmente un disco che volevo da anni, ov biospheres and sacred grooves degli psychic warriors ov gaia. un manifesto electro-folk che alla sua uscita mostrava la via all’elettronica del nuovo millennio. in quanto ad avanguardia i ragazzi devono saperla lunga, visto che sono una creatura nata all’interno del tempio della gioventù psichica, focolaio di malattia musicale consacrato al gran sacerdote genesis p-orridge (throbbing gristle e via dicendo...). poi insacco un oscuro disco di simon hinkler (mission) e un altro sconosciuto, datato 1985. un saggio di gotico teutonismo dalle cadenze industriali. visto che lo vendevano nuovo a 1 euro dubito che abbia potuto godere di buoni esiti commerciali. poi mi porto a casa blood on the tracks di dylan nell’edizione “il rock de agostini”. il valore commerciale di questo vinile è pari a quello di un mozzicone di sigaretta, però il retro di copertina è molto bello. qualche purista dopo questa affermazione pretenderà i miei coglioni su un piatto d’argento, però dopo aver ascoltato attentamente blood... e desire mi vedo costretto a dire che il miglior dylan per me è quello di metà anni settanta. poi il mio amico luca mi ha portato dei cd. finalmente posso ascoltare l’ultimo di david sylvian. è un disco molto complesso, probabilmente necessita di svariati ascolti prima di essere apprezzato. sarà, però dopo due ascolti la mia reazione è stata: qualcuno ha pisciato dentro il cervello di quest’uomo? questo disco propone versi bellissimi cantati da una voce bellissima accompagnati da una serie di scorregge sintetizzate elettronicamente. mi riservo un giudizio più serio dopo un più approfondito ascolto. comunque mentre pranzavo mi sono concesso la consueta carrellata di canali sky. ho voluto soffermarmi per alcuni minuti su “da zero a dieci”, l’ultimo film di ligabue, e in quel momento ho capito che la gente con la merda nel cervello è ben altra. i suoi film sono il degno compendio visivo della sua purulenta discografia. il film è un interminabile saggio di filomuccianesimo infarcito di agghiaccianti slogan pubblicitari dei bei tempi andati e di quanto difficile sia essere trentacinquenni oggi. ogni brandello di sceneggiatura è confezionato per finire sulle smemorande delle quindicenni o per suscitare un tuffo al cuore dei coeatanei dell’elvis presley di correggio (e dei miei coglioni). concluderei dicendo che buongiorno, notte è uno splendido film. come vedete la mia nuova linea editoriale (forzata dall’inettitudine di telecom italia) consiste nel non (poter) scrivere nulla per tutta la settimana per poi riversare in un solo post tutto quello che ho pensato nei giorni precedenti. d’ora innanzi cercherò però di aggiornare il sito via e-mail dai corridoi dell’università degli studi di torino. saluti. atroC.T.X.Z.B.tion postato da atrocityexibition |
19/09/2003 15:54 | commenti (11)
sabato, settembre 13, 2003
dead folk singers: johnny cash (1932-2003) I hear the train a comin'; it's rollin' 'round the bend, When I was just a baby, my mama told me, "Son, I bet there's rich folk eatin' in a fancy dining car. Well, if they freed me from this prison, if that railroad train was mine, johnny cash. folsom prison blues l'immagine di johnny cash proviene dal sito legacy recordings. il testo di folsom prison blues da quest'altro sito. postato da atrocityexibition |
13/09/2003 10:59 | commenti (6)
venerdì, settembre 05, 2003
this motherfucking world (9): il tempo dell’attesa trasloco portato a termine con successo. é stata una settimana faticosissima, abbiamo trascinato una quantità assurda di cose di dubbia utilità da una parte all’altra del centro di torino. la nostra nuova casa è accogliente, ma l’arredamento è ancora troppo casuale e precario e finché ogni cosa non sarà al suo posto credo che vivrò con addosso una specie di ansia sottile. viviamo in questa specie di limbo postraumatico in cui non sembra ancora reale e in cui le cose stanno prendendo forma. gli ultimi momenti nella vecchia casa sono stati terribili. per chi si fosse perso le vecchie puntate della rubrica preciso che prima vivevo con le due ragazze che adesso si sono trasferite con me e con altre due merde, Merdian e andrea l’ignavo. avevo sempre pensato che la merda più ingombrante e maleodorante delle due fosse Merdian, ma andrea l’ignavo bastardo ladro del cazzo (noto anche con lo pseudonimo de “il piastrella”) è riuscito a superare Merdian proprio sul finale. mi doveva una somma di denaro di discreta rilevanza (per uno che lavora a 5 euro l’ora) da un paio di mesi. ha continuato a rimandare il saldo per tutto questo tempo, finchè giunta la data dell’ultimatum non si è fatto trovare. ho tempestato di pugni la sua porta e nessuno ha risposto, ma ho visto che era chiusa a chiave dall’interno. finito di portare la roba ce ne siamo andati, ma dopo mezz’ora ci siamo accorti che mancava qualcosa e siamo risaliti. non ci crederete ma abbiamo trovato andrea che era entrato in camera nostra e si stava sciacallando una vecchia poltrona sfondata che avevamo abbandonato lì. l’infame ladro e pezzo di merda si era nascosto in camera per non darmi i soldi e pensando che ce ne fossimo andati ne è uscito solo per rubare quello che era rimasto nella nostra. io, rob e tat ci siamo scagliati con violenza sulla poltrona al fine di devastarla e renderla inutilizzabile al suo culone merdoso. fattogli presente che la sua integrità morale era da considerarsi pari a quella di un coprofilo, lo stronzo ha poi candidamente ammesso che non mi avrebbe restituito i miei soldi. vivrò nella certezza che un giorno non lontano si indebiterà con qualcuno più cattivo di me che passerà a riscuotere con la debita violenza, insegnandogli finalmente a stare al mondo (visto il fallimento ottenuto dai suoi genitori). io mi sveglio ogni mattina pensando a quelle due merde e spero di ricominciare presto a vivere serenamente. pregherei eventuali amici comuni che leggeranno questo articolo di non comunicare per nessun motivo ad andrea e merdian il nostro nuovo indirizzo, nè tanto meno devono sapere dell’esistenza di questo sito. nel nostro nuovo palazzo la gente è incredibilmente cordiale (ma lo erano inizialmente anche gli inquilini di film come “la comunidad” e “l’inquilino del terzo piano”), tutti salutano e per il momento non rompono i coglioni, la signora lina o tina o dina o pina ci ha regalato dei pomodori e dei cetrioli (per me l’equivalente vegetale della kriptonite), il nostro cortiletto interno è popolato da una masnada di ragazzini scorrazzanti che imbrattano muri e cercano di venderci dei sassi come pietre portafortuna. a questo aggiungerei il fatto che finalmente abito vicino al mio negozio di dischi preferito, che c’è un altro discreto negozio di dischi nella via parallela alla mia, che distiamo 15 metri dall’università e un centinaio dal po e dalla mole, che ho già individuato panettiere e giornalaio di fiducia, che sotto di noi c’è un locale in cui nelle ore diurne si possono ingoiare splendidi panini e fiumi di moretti per pochi euro(s), che ho trovato nel quartiere un ottimo negozio di vestiti usati venduti a un prezzo degno, che sotto di me c’è una palestra in cui forse inizierò un corso di kung-fu. stavo seguendo con un occhio l’esordio di diego armando maradona nella nuova trasmissione di biscardi. il suo ritorno in italia mi riempie di gioia perchè è una persona che stimo e che ha giocato al calcio come nessuno mai. mi sembra sostanzialmente lucido negli interventi (maradona, non biscardi, ovviamente), ma le sue corde vocali sono devastate dagli eccessi. essendo stata una settimana di transizione ho stemperato l’angoscia nello shopping. come dimostra la mymedia list i miei acquisti musicali sono stati involontariamente virati al marrone, con l’acquisto dei dischi di carlinhos brown e di jackson browne. mi sono fotocopiato l’autobiografia (disponibile solo in francese) della splendida bernadette lafont, attrice tra l’altro nel film centrale della mia tesi, la maman et la putain. questa mattina insieme alla repubblica ho acquistato anche l’eternauta, il fumetto disegnato da francisco solano lopez e sceneggiato da héctor g. oesterheld, desaparecido illustre ai tempi di quel tragico momento della nostra storia che fu la dittatura militare argentina. la settimana prossima le mie priorità riguardano insolitamente in cinema, non sto più nella pelle al pensiero di vedere il film di bellocchio e quello di ciprì e maresco. verrà un giorno in cui finalmente la telecom verrà giudicata a tutti gli effetti un’associazione a delinquere. per installare il telefono si ciucciano impunemente 120 euro sonanti, e come se non bastasse il tempo dell’attesa per avere diritto ai loro servigi è calcolabile in circa due settimane dalla data della richiesta. questo ovviamente mi costringerà a fare salti mortali per aggiornale il blog, ma lavorerò incessantemente per intrattenervi il più regolarmente possibile, miei fedeli lettori che spesso capitate qui mentre cercate sesso triste o primi piani di genitali dei vostri beniamini sportivi. a presto. atroC.T.X.Z.B.tion postato da atrocityexibition |
05/09/2003 23:12 | commenti (9)
martedì, settembre 02, 2003
pausa? causa trasloco in appartamento ancora privo di collegamento telefonico mi vedo impossibilitato a garantire la normale erogazione di sterco fumante sulle pagine di questo blog. il disservizio potrebbe protrarsi fino a lunedì prossimo, oppure rivelarsi frutto di un insensato allarmismo. per chi volesse continuare a farmi visita consiglio un gioco che si preannuncia il tormentone di questo finale d'estate. provate a entrare nel sito passando per un motore di rircerca digitando le parole chiave più assurde che riuscite a pensare. al momento si trovano in testa alla classifica le persone che ci sono riuscite digitando "il cazzo di stankovic", "cazzi duri" e un fantomatico "farsi sex". l'inventore della parola chiave più fantasiosa (ma francamente vedo "il cazzo di stankovic" ormai isolato al vertice) vincerà un abbonamento annuale a sadanessaftersex. chiunque legga questo post è formalmente invitato a cena nel mio nuovo appartamento, salvo poi vedersi respinto al suo arrivo davanti al cancello d'ingresso. portate voi il vino. saluti. atroC.T.X.Z.B.tion postato da atrocityexibition |
02/09/2003 13:57 | commenti (1)
lunedì, settembre 01, 2003
canzoni(1): september di david sylvian nuova rubrica. con l’arrivo di settembre avrei deciso di recensire questa canzone di david sylvian che di settembre racchiude il significato più profondo. si tratta di una gemma incastonata all’inizio di secrets of the beehive, quarto disco solista della geniale mente fondatrice dei japan. september dura poco più di un minuto. è costruita su una manciata di note di pianoforte che abbozzano uno sfondo malinconico e vagamente jazzato, per poi infittirsi fino a fondersi con il suono di una sezione d’archi che conferisce alla seconda parte della canzone una tonalità più calda e maestosa. è il confine su cui si muovono l’immagine e la musica di sylvian: tracce di cantautorato classico in bilico tra l’austerità gotica del post-punk (di cui sono figli i japan) e i suoni barocchi suggeriti dalla collaborazione con sakamoto. september suona come un frammento di una ballata improvvisata in un locale semivuoto, eppure trova la perfezione proprio nella sua incompiutezza e fragilità. september riproduce in suoni il senso di malinconia provocato dal sentore dell’autunno. you say that we’re in love we’re secretly wishing for rain sipping coke and playing games september’s here again postato da atrocityexibition |
01/09/2003 00:41 | commenti (1)
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