martedì, ottobre 28, 2003

the TGV diaries (1)

domani mattina partirei per parigi, affiderei dunque le memorie del mio viaggio a questa nuova rubrica, il cui titolo è un parodia dei motorcycle diaries guevariani (odio spiegare le battute, ma ho la netta sensazione che il 95% di voi sia troppo stupido per capirla da solo o che la battuta sia troppo stupida per essere capita dal 95% di voi senza spiegazione). come ad ogni vigilia di un viaggio accade questo strano fenomeno che magnetizza la terra sotto i miei piedi calamitando al suolo il mio grasso culone bianco. mi piace viaggiare, ma l’idea di partire per un viaggio ogni volta mi deprime tantissimo e sta di fatto che alla fine della fiera non ho voglia. parto alla ricerca di parole e idee da infilare nella mia tesi, cercherò di ricostruire vita e opere di jean eustache vedendo finalmente i suoi film (sì, sto facendo la tesi su un regista di cui ho visto un solo film e allora? vaffanculo) e intervistando persone che gli sono state vicine (grazie al fondamentale contribuo di irene teneze, una persona magicamente conosciuta in rete). ho un paio di buoni spunti, ma starò via solo una decina di giorni e avrò i minuti contati. spero tanto che la mia forza di volontà mi tenga lontano dalla dolce vita parigina (anche perché vanto un budget da birra piccola e pedalare) e da alcuni dei musei più belli d’europa. parto con tre bottiglie di nebbiolo d’alba (gentilmente donatemi dal ristorante villa rosa) con le quali cercherò di rendermi meno fastidioso agli occhi delle persone che mi ospiteranno (grazie in anticipo a manuel billi e simon). esigo che ognuno di voi, nei due giovedì in cui sarò assente, segua con attenzione i miei due telefilm preferiti (scrubs e friends) e mi trascriva la sceneggiature (accetto anche qualche imperfezione nei dialoghi, non è che deve essere preciso…) per poi inviarmele sotto forma di file word. vi ringrazio anticipatamente. ma il grado di massima collaborazione dovrà avvenire nella serata di sabato, quando è previsto il big match di campionato che mi vedrà lontano tremila chilometri dal prato di san siro. chi ha il mio numero di cellulare è pregato (nel senso che se non lo fa finisce nella mia shit list) di tenermi costantemente aggiornato in tempo reale sugli sviluppi della partita, via sms, segnalandomi formazioni di partenza, azioni da gol (con relativi protagonisti), gol, marcatori, assitmen, minutaggio di ogni azione, giocate difensive degne di rilievo, sostituzioni, ammonizioni, punizioni pericolose (voglio sentire anche "ooooooooooo" prima del tiro), rigori, calci d’angolo e falli. a fine partita gradirei pagelle dettagliate vostre da compararsi con quelle di paolo ziliani, con un breve commento per ogni giocatore (senza voto compresi). gradirei inoltre che ogni messaggio finisse con la frase "milan merda". grazie. mi dicono che gli internet point a parigi sono particolarmente cari. va da sé che se potrò permettermelo questa rubrica verrà aggiornata nel corso di questi dieci giorni fornendovi i particolari più scabrosi delle mie giornate. altrimenti verrà abbandonate alla prima puntata come tutte le altre rubriche di questa rivista e ci sentiamo quando torno (ma farò il possibile per scrivere qualche merdata anche da lì). vi saluto e spero che mi siate vicini nella mia trasferta. mi piacerebbe dirvi che mi mancherete ma mentirei a me stesso. divertitevi.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 28/10/2003 21:18 | commenti (6)

sabato, ottobre 25, 2003

the futbol factory: bask gentlemen in turin

il giorno dei sorteggi di champions league ero davanti alla tele pregando che la real sociedad capitasse nel girone della juve e che ciò favorisse il ricongiungimento tra me e i miei coinquilini baschi di lisbona. martedì 21 era il grande giorno e infatti ander (uno su tre ma buono così) si è presentato a porta nuova con un suo amico, iker (non lo conoscevo, ma l’ho individuato nella calca grazie al mio sesto senso e grazie al fatto che aveva la faccia dipinta di bianco e blu, una bandiera basca attorcigliata in vita, la maglia della real, una sciarpa della real al collo e una in testa). i baschi sono il meglio, non c’è niente da fare, sono geneticamente predisposti per l’ubriachezza, il divertimento, l’allegria, la simpatia e la socializzazione con gli altri esseri umani. sono brava gente e i loro problemi con la spagna sono per loro un brutto passaporto. personalmente la cosa mi lascia indifferente e mi guardo bene dall’entrare nel merito della questione. li conosco da due anni e la parola “spagna” è stata pronunciata due volte. da me la prima, quando sono andato a vedere per la prima volta la casa di rua angelina vidal (vado a piangere in bagno e torno, scusate...). ero il pretendente all’ultima stanza rimasta libera, tutto bene, la stanza è mia ma ho rischiato di giocarmela con il seguente dialogo. iker (un altro, un cittadino basco su tre si chiama così): di dove sei? io: italiano, e voi siete spagnoli, no? tutte le cinque persone presenti nella stanza: (silenzio). c’era un riflesso rosso e verde dietro di me, girandomi ho capito che la parete era occupata da una bandiera basca. la seconda volta è stato ander, che ha chiuso un discorso sull’annosa questione pronunciando la storica frase “la spagna non esiste”. ridete pure, ma dopo un’attenta analisi della questione vi accorgerete che quest’affermazione corrisponde a verità. resta il fatto che i baschi non devono avere avuto una gran bella impressione dell’italia del nord: ander ha chiesto un informazione a un ottantenne che passeggiava a braccetto con la moglie e per tutta risposta si è visto sfoderare un coltello a serramanico (giuro). alcuni tifosi della real a fine partita si sono trovati il vetro della macchina sfondato per divertimento da certi tifosi (dico tifosi ma va da se che intendo dire succhiacazzi) della juve (non ho già abbastanza ragioni per vergognarmi della mia fede calcistica, forse?). senza contare il fatto che a fine partita tutti si chiedevano per quale ragione i tifosi della juve che stavano nel settore adiacente al loro (dove c’ero anch’io) dopo ogni gol gli indirizzassero insulti e gestacci. non so, a me sembra normale che al futbolsi insultino i tifosi avversari, ma loro sono probabilmente troppo bonaccioni e ingenui per questo mondo di merda (io sull’argomento ho glissato, anche perchè devo confessare che sul primo gol di di vaio, così a freddo, mi è scappato un ampio gesto della sega a due mani- un classico, insomma-). lo stadio delle alpi è sempre uno dei peggiori in europa ma è meno merda di quanto mi ricordassi, alla fine la partita si è vista discretamente. c’è da dire che in una partita in cui si sono segnati sei gol cinque sono successi dalla parte opposta alla mia curva, lontano chilometri dai miei occhi, ma per questo devo prendermela soprattutto con la sfiga più che con quel cretino di architetto che ha progettato lo stadio. la partita è andata bene, di vaio ha fatto letteralmente paura e non esagero dicendo che se continua così forse la cartella clinica di del piero verrà manomessa per posticiparne il ritorno. il loro allenatore però (raynald denoueix) ha palesemente sorteggiato la formazione, lasciando fuori tre geni del calcio come nihat, de pedro (quando sono entrati infatti è successo un casino) e de paula. ha affidato le sorti della partita all’inventiva di un’ala destra coreana che è rimasta immobile per tutto il primo tempo davanti alla nostra curva. il momento più emozionante è stata però la sostituzione di kovacevic (un po’ spento), indimenticato ex applaudito da tutto lo stadio in piedi. serbo (ahah!vado pazzo per l’umorismo geografico) un buon ricordo di lui alla juve, perchè è un ottimo giocatore di calcio. sono riuscito alla fine a intrufolarmi per il ritorno sul bus speciale dei tifosi della real e mi sono trovato di fronte a un triste panorama: quelle stesse persone che poche ore prima avevano inondato di birra piazza castello (uno spettacolo meraviglioso) adesso sedevano silenziose stordite dalla sconfitta. giuro che in quel momento ho pensato che se avessero agguantato il pareggio sarebbe stato meglio per tutti. sembravamo destinati a un sonno precoce ma come sempre quando sei in compagnia di un paio di baschi stavamo bevendo l’ultima birra alle 5.30 di mattina (e alla fine della fiera ci siamo ubriacati due volte nello stesso giorno, pre e post partita). è stata una grande giornata, all’insegna di un connubio letale di tre cose che mi mandano fuori di melone come poche altre al mondo (i baschi, l’alcol e il futbol).

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 25/10/2003 13:11 | commenti (8)

giovedì, ottobre 23, 2003

dead songwriters: elliott smith (6 agosto 1969- 21 ottobre 2003)  

è morto elliott smith (suicidio) e non ho molto da dire se non che la cosa mi addolora profondamente, che scriveva canzoni bellissime e che era probabilmente uno dei migliori compositori della sua generazione. l’ho conosciuto soltanto quando è arrivato al successo, con figure 8 (bellissimo) e con una canzone per la colonna sonora di american beauty (credo fosse una cover dei beatles). ho passato un certo numero di notti lisboete con either/or in cuffia. è un disco indimenticabile, di cui adoro alameda e angeles. elliott smith era nato ad omaha, città cantata in una bella canzone dai counting crows, e si era poi trasferito a portland. è morto a los angeles, dove viveva da un paio d'anni. lascia cinque dischi, usciti tra il 1994 e il 2002.

you walk down Alameda shuffling your deck of trick cards over everyone
like some precious only son
face down, bow to the champion

you walk down Alameda looking at the cracks in the sidewalk
thinking about your friends
how you maintain all them ina constant state of suspense

for your own protection over their affection
nobody broke your heart

you broke your own because you can't finish what you start
walk down alameda brushing off the nightmares you wish
could plague me when I'm awake
and now you see your first mistakewas thinking that you could relate
for one or two minutes she liked you
but the fix is in

you're all pretension, I never pay attention
nobody broke your heart

you broke your ownbecause you can't finish what you start
nobody broke your heart
you broke your ownbecause you can't finish what you start
nobody broke your heart
you broke your ownbecause you can't finish what you start
nobody broke your heart
if you're alone it must be you that wants to be apart

(elliot smith-alameda)




























postato da atrocityexibition | 23/10/2003 00:06 | commenti (7)

domenica, ottobre 19, 2003

futbol: l'esonero

 

 

 

il mio inter poll ha riscosso un successo pari a quella vecchia proposta di legge del ministro ferri di abbassare il limite di velocità ai 110km/h. nel frattempo il povero cuper è stato esonerato stupidamente alla vigiglia dello scontro di champions contro lo spartak mosca (o il lokomotiv mosca o il cska mosca). molto meglio a nostro avviso sarebbe stato esonerarlo dopo la partita di mosca, vietandogli di salire sull'aereo e lasciandolo a vagare impunemente per le steppe siberiane braccato dai lupi e dai sodomiti. trovarsi a questo punto dopo tre anni è talmente sconfortante che moratti ha preso la lista degli allenatori disoccupati e ha scelto l'ultimo in ordine alfabetico. tanto per la cronaca la scelta mi pare inopportuna, frettolosa e piuttosto casuale. moratti conferma la sua naturale e innata predisposizione per fare le cose a cazzo.

nella foto hector cuper si appresta a ritornare in argentina con i mezzi messigli a disposizione dalla società. lo vediamo mentre attraversa il confine lombardo/svizzero in compagnia dei suoi due pupilli, farinos e kily gonzales, i soli reduci del grande valencia che alla guida di cuper perse tutte le competizioni disponibili all'ultima giornata e/o in finale.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 19/10/2003 21:14 | commenti (6)

sabato, ottobre 18, 2003

suicidal autumn (dischi per un autunno suicida)(1): red house painters

dopo la recensione di september di david sylvian torniamo a fomentare la vostra metereopatia con una nuova rubrica che si occuperà di consigliarvi dischi che renderanno ancora più triste e solitario il vostro autunno. è tornato il solito freddo bastardo a intorpidirci le ossa, cadono le prime foglie, è stata reinstallata sul cielo di torino quella simpatica cupola grigiastra che ne ha fatto la storia e puntualmente rispunta nel mio lettore la discografia dei red house painters. era difficile inaugurare il nostro viaggio nella depressione autunnale con qualcosa di diverso, visto che in certi momenti i red house painters sono capaci di far sembrare closer dei joy division la colonna sonora di una puntata di casa vianello. per rendere ancora più angoscioso il loro ascolto i RHP pubblicano, subito dopo l’esordio down colorfull hill (in sostanza una ristampa dei primi demo), due dischi nello stesso anno (1993) e tutti e due tragicamente senza titolo. tanto per essere chiari ho personalmente partecipato anni fa a una pericolosa diatriba in un negozio di dischi con un acquirente che voleva comprare il primo disco omonimo dei RHP e non sapeva quale dei due fosse. se non conoscete le copertine l’unico modo per distinguerli è il numero di catalogo della 4AD (prima etichetta dei RHP, nonchè una della case discografiche più illuminate di tutti i tempi). per la cronaca sono stato additato dal negoziante come esperto di red huose painters e ho fatto ordinare all’avventore il disco sbagliato. le copertine sono da sempre un marchio di fabbrica di questa band, tutte foto in quel malinconico bicromatico color seppia, nel caso del primo omonimo un parco giochi abbandonato (funhouse è il nome della traccia numero sei). la musica è già tutta in quelle foto, echi di un passato sbiadito, storie d’amore lontane, scarne ballate intimiste sferraglianti di un rock n roll lento ed oscuro. secondo rossano lo mele il disco dell’ottovolante è “uno dei dischi più introspettivi di tutta la storiografia rock, reca tracce di drake e cohen”. ma parlando di influenze, oltre a quelle più immediate che portano a certo cantautorato anni ’60 e ’70 (difficile a mio avviso non citare lo springsteen di nebraska), è bene temere a mente che mark kozelek (cantante, chitarrista e songwriter) ha fatto uscire un disco solista (dopo lo scioglimento della band) composto interamente di cover acustiche degli ac/dc e che “tempo addietro trovarono dimora nel repertorio dei red house painters pezzi di genesis e kiss” (rossano lo mele). dovendo eleggere un pezzo indimenticabile all’interno del disco dell’ottovolante la scelta ricade irrimediabilmente su mistress, struggente canzone d’amore presente in due versioni (io voto la piano version). new jersey è un altro grande classico, ma ancora meglio mi sembra la versione elettrica presente sul secondo disco omonimo, più contenuto nella durata e ancora più scarno nei contenuti (è presente una cover di i am a rock di simon and garfunkel). di tutto il repertorio della band, la canzone a cui sono più legato è sicuramente japanese to english, da down colorful hill, ballata strappalacrime (e se dico strappalacrime è perchè quando l’ascolto arrivo alla soglia del pianto) che canta i dissidi interiori e le angustie grammaticali di un traduttore dal giapponese all’inglese. nel caso doveste affrontare per la prima volta la discografia del gruppo consiglio l'ottima retrospettiva uscita nel '99 per la 4AD, una raccolta divisa in due cd, il primo è un best of e il secondo una raccolta di inediti, outtakes e alternate version.

 

i went as far as losing sleep
i went as far as messing up my life
unloving still strike me different
a million miles away from home
and fifteen from a payphone

where we sat lonely on the sand

you're ten years older
we translate japanese to english
and english to japanese

it's not that simple
this dictionary never has a word
for the way i'm feeling
it's nothing plain for me
of a different god and moral
what if i laid my head down on your stomach
or put my mouth to your hand
i cannot translate
japanese to english
or english to japanese

what i had to say is unsaid
what i had to do is undone
and if it was done
i'm sure it would have killed our hour

where we sat lonely on the stand

above the water the awful gray
our current from japan
didn't sweep away

(red house painters- japanese to english)

 

atroC.T.X.Z.B.tion feat. rossano lo mele (le guide pratiche di rumore- indie rock u.s.a. 1987-2002)


































postato da atrocityexibition | 18/10/2003 17:24 | commenti (5)

sabato, ottobre 11, 2003

the shinystat experience: il fascino discreto della coprofilia

sì, sadness after sex è un rifugio sicuro per i coprofili (persone che ottengono sontuose erezioni solo dopo essersi fatte cospargere di una nota sostanza il cui ambiente nataurale è il fondo di una tazza del cesso) di tutto il mondo, o almeno questo dice il mio indicatore shinystat. "coprofilo" (ben due utenti sono arrivati qua digitando questa parola chiave su google) vince l'ambito premio "keyword of the month" di settembre, lottando fino all'ultimo contro folli biografi filomoggiani ("adolescenza di tacchinardi"), sodomiti apprensivi ("consigli per l'inculata", il mio personale è: non prenderne), alcolisti in crisi d'astinenza ("cerco aperitivo spritz"), palati fini ("i mangiamerda"), colti studiosi della nuova letteratura britannica ("irvine welsh figa") o più semplicemente menti deviate ("racconto simpatico di una scampagnata"). se trovate tutto questo assurdo sappiate che vi basta cliccare sull'icona shynistat che trovate in basso a destra, cliccare su provenineza, siti e poi andare al mese di settembre. avevo detto nel mio primo post che la scelta del nome del blog era dovuta al fatto che speravo di ottenere un sacco di contatti da parte di tutti i pipparoli che avrebbero digitato "sex" su un motore  di ricerca, ma mai francamente avrei sperato di poter annoverare tra i miei lettori una tale schiera di pervertiti. complimenti.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 11/10/2003 15:57 | commenti (6)

venerdì, ottobre 10, 2003

vasca di degustazione sensoriale (vista): elephant

l’apertura di questa nuova rubrica è dovuta alla necessità di mettere ordine all’interno del blog. da quando abbiamo aperto non abbiamo fatto altro che inaugurare rubriche, molte delle quali sono ancora ferme alla prima puntata. la vasca di degustazione sensoriale ospiterà le seguenti vaschette: (vista), (suoni) e (alcol). nella prima mi occuperò di cinema, attività ludico-ricreativa che tra l’altro odio, ma sulla quale sono anche scandalosamente preparato. esercito il mestiere di recensore cinematografico da un’altra parte, quindi qui mi riservo di scrivere le consuete merdate inattendibili (tanto per essere chiari questa affermazione mi tutela da qualsiasi azione legale verrà presa nei miei confronti, tipo rimborsi dei biglietti). i voti assegnati ai film saranno: sì/ no/ merda. i classici saranno invece giudicati da un tribunale a parte per evitare che si mischino con le nefandezze che impiastrano i nostri piccoli e grandi schermi (a questa categoria appartiene la totalità della produzione cinematografica passata e presente, con l’eccezione di una manciata di film che vi verranno segnalati in futuro). (suoni) si occuperà di suoni, dalle flatulenze più fragorose ai dischi che ascolto (nel caso dell’ultimo di david sylvian ribadisco che la differenza è minima).la rubrica sull’(alcol) tornerà presto, non temete. dopo la grappa di rose cinese arriverà la recensione di uno degli alcolici più temuti al mondo. ma veniamo al film di oggi, che è elephant di gus van sant, interessante esperimento anticinematografico di fantascienza postbretistonellisiana (chissà perché cazzo il correttore di word non accetta questa parola). van sant cerca di rimettere in scena un sanguinosissimo evento di cronaca. volendo farne un’opera di finzione occorre fare i conti con l’evento reale, peraltro analizzato chirurgicamente l’anno scorso da michael moore in bowling for columbine. in elephant, van sant immagina che un ragazzino biondo venga inviato dal futuro per sventare il massacro avvenuto all’interno del liceo di columbine. qui entra in gioco il concetto di slackness. il protagonista incarna alla perfezione l’immagine del liceale americano. un ciuffo di capelli biondi gli ricade sugli occhi lasciando intravedere una personalità debole, svogliata, intorpidita da uno stile vita troppo occidentale perché l’agire possa prendere il sopravvento sulla dose d’inerzia che il governo e le multinazionali forniscono ad ogni loro cittadino. ad ogni modo il ragazzino biondo dimentica presto il suo compito e cammina svogliatamente per i corridoi del liceo seguito da una macchina da presa che egli non può vedere, essendo che per farlo sarebbe necessario possedere quei fantomatici occhi anche di dietro che vengono invece dati in dotazione a tutti gli insegnanti delle scuole elementari dell’impero. vedendo due suoi coetanei entrare nel liceo in tuta mimetica e armati fino ai denti ricorda la sua missione e cerca svogliatamente di tenere alcuni passanti fuori dal set in cui viene girato elephant (il liceo columbine) e in cui si consumerà il massacro. il tentativo è un classico esempio di buttafuorismo filmico prelevato dalla tradizione dei film horror, nei quali però questa funzione veniva esercitata spesso dal titolo (non aprite quella porta, non entrate in quella casa) o da immagini particolarmente lugubre miste a una colonna sonora paurosa (non percorrete quel corridoio con un triciclo).

voto: sì

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 10/10/2003 00:53 | commenti (4)

lunedì, ottobre 06, 2003

futbol: primi bilanci

la notizia del giorno è la seguente: sergio brio (47 anni) ha esordito ieri nella serie A belga sedendo sulla panchina del Mons. fa quasi tenerezza pensare all’indimenticato stopper della juve di platini, il gigante buono, che emigra in belgio a lavorare come tanti suoi conterranei hanno fatto in passato. incoraggiante il primo risultato, un pari esterno (1-1) contro il La Louvriere, nonostante due rigori contro. i nostri migliori auguri per una carriera costellata di successi. io per conto mio prometto di tenervi aggiornati sulle vicissitudini di uno dei campionati meno interessanti d’europa. campionato italiano: il derby di ieri ha inevitabilmente avvicinato il piedone di moratti al culone di hector cuper. questa triste vicenda contraddice una delle mie personali teorie infallibili sul calcio, perché ho sempre pensato che una volta ingaggiato un allenatore (si presuppone uno capace) sia necessario concedergli tutto il tempo necessario per portare a termine un progetto a lunga scadenza (cosa che sembra riuscire impossibile al presidente del genoa preziosi, che ha già scioccamente esonerato donadoni). l’inter di questi anni non ha però purtroppo praticamente mai dimostrato di essere il frutto di un pensiero razionale. la sconcertante casualità con cui la squadra viene disposta in campo di partita in partita lascia prevedere un esito tragico per questa vicenda (tra l’altro i punti di distanza dalla vetta sono già cinque dopo cinque partite). non succederà mai, ma dovendo scegliere un allenatore tra quelli liberi al momento la logica vorrebbe che sulla panchina dell’inter sedesse gigi simoni, vergognosamente cacciato dal presidente dell’ancona dopo aver portato la squadra in A. l’ancona di quest’anno, per la cronaca, è la squadra più patetica del campionato, ha cambiato allenatore dopo quattro giornate, non ha nessuna possibilità di salvarsi e propone un organico che stenterebbe in serie B. complimenti a pieroni, ieri contestato in tribuna. rimanendo in discorso panchine bollenti mi è sempre sembrata azzardata la scelta dell’empoli, che ha sostituito baldini con un omonimo decisamente meno talentuoso, o forse non ancora pronto per la serie A. probabilmente in settimana arriverà l’esonero con possibile ingaggio di guidolin (ieri l’empoli pur giocando tutta la partita in superiorità numerica è stato spazzato via nell’importante sfida salvezza col modena, bravo malesani). è senz’altro da attribuirsi ad ancelotti certa parte del merito del bel gioco di questo milan (vigo a parte), ma i fattori determinanti a mio avviso sono i seguenti: una coppia d’attacco in forma splendida, con un inzaghi spietato come non mai e soprattutto uno shevchenko inarrestabile che scardinerebbe in pochi minuti la difesa più solida del mondo. ringhio gattuso è sempre più uomo ovunque e non ha rivali nel suo ruolo, maldini non smetterà mai di stupire per l’inossidabilità del suo talento (pazzesco, per uno che ha passato quasi vent’anni a sgroppare sulla fascia sinistra) e se non gli verrà assegnato il pallone d’oro quest’anno si potrà tranquillamente decretare la fine del calcio. la roma di capello è rinata, grazie all’innesto dell’ottimo chivu e del brasiliano mancini, che pare non farà rimpiangere cafù. se a questo si aggiungono montella e cassano finalmente tirati a lucido se ne ottiene una delle principali candidate per lo scudetto. come la lazio, nell’attesa che mancini riduca alcuni preoccupanti momenti di discontinuità e ritrovi il miglior lopez (dubito che muzzi possa competere con lui). la juventus non convince ancora, paga la difficile gestione dei due casi dell’estate (davids gira al minimo e camoranesi sembra che non ami neanche tanto giocare a pallone) e forse anche l’infortunio di del piero. la pessima prestazione di atene (tre tiri, due gol) conferma una preoccupante nedved-dipendenza (quando lui non è al massimo la squadra non funziona, come ieri). il progetto-parma di prandelli sembra ormai definitivamente pronto per le posizioni che gli competono. è una buona squadra, giovane e talentuosa, e merita di lottare per la champions league. la sorpresa è il siena di papadopulo, uno squadra attrezzata per tenere sulla corda le grandi (vedi inter e roma) e il suo minuscolo stadio sarà uno dei più difficili da espugnare. la samp di novellino è sfortunata, ma i risultati arriveranno. la lotta per la salvezza, ancona a parte, dovrebbe riconfermarsi interessante come l’anno scorso. in serie B vedo molto bene torino, ternana e atalanta, ma palermo e cagliari (frutto delle perverse menti di due presidenti nefasti per il calcio italiano) comunque difficilmente mancheranno la promozione.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 06/10/2003 17:00 | commenti (2)



BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Blogarama - The Blog Directory

Blog Aggregator 3.0 - The Filter


indie blog aggregator

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.
visitato *loading* volte