lunedì, aprile 26, 2004

degustazione sensoriale: xiu xiu live

in città li si attendeva con una certa trepidazione, di conseguenza, ci siamo avviati trepidanti. eravamo io, e un certo altro numero di volti a me noti, uno dei quali ha passato tutta la sera ha recriminare una presunta birra che millantava di aver vinto in un concorso a premi da me ideato. per carità, una birra non la si nega a nessuno, però cazzo, di scuse patetiche per bere gratis ne ho sentite e inventate tante, però questa era senza dubbio la più patetica di tutte. va beh. il concerto ci ha lasciati sull’entusiasta andante, e vi dico solo che io per l’occasione ho anche rispolverato il mio leggendario gridolino da concerto. attaccare così, brutalmente, con la title track dell’ultimo disco, ci ha messo subito tutti in riga, instillandoci dentro massicce dosi di sofferenza. jamie stewart si autoimpone un microfono basso che lo costringe ad assumere una posizione vagamente fetale nel canto, suda molto ma è ovvio che preferirebbe sanguinare, accorgersi che possiede davvero quella voce dilaniante è uno shock dal quale faticheremo a riprenderci, le sue corde vocali in certi momenti partoriscono suoni davvero inumani e sembra faticare come un ossesso per strozzarsi le parole in gola, impiegando la stessa furia nella urla e nel silenzio. caralee (lauren andrews?) gli fa da contraltare, sfodera un piglio scandinavo e distaccato che le permette di esibire una chirurgica indifferenza nella manipolazione di strumenti dei quali francamente ignoravamo l’esistenza (soprattutto fisarmoniche rudimentali adagiate orizzontalmente e campane di varia natura e dimensione). per un imprecisato numero di minuti procedono alla deturpazione di ritmiche pop anni ’80 attraverso suoni acuminati provenienti per la maggior parte dalla fender di stewart. sono un’incursione in quella terra di confine nella quale joy division, gang of four, bauhaus, pop group, wire e virgin prunes scivolavano (mi sembra di aver capito solo ieri sera perché) dentro new order, soft cell, bronski beat e primi talk talk. è l’aggressione fisica di un suono analogico (prodotto dall’urto della mano sullo strumento, sempre atto puramente fisico e solo vagamente intellettuale) ai danni di una base elettronica all’occorrenza danzereccia o marziale. quando il sintetizzatore è spento il silenzio ne fa adeguatamente le veci, amplificando la componente dolorosa di certe ballate agonizzanti. nel percorso di violazione e contraddizione del suono dei propri modelli risiede la loro sorprendente modernità.

nel complesso mi sembra siano stati privilegiati fabulous muscles e knife play rispetto allo straordinario a promise. avrei pagato il doppio del prezzo del biglietto per ian curtis wishlist e apistat commander (mancanza sopperita ampiamente da una sad pony guerrilla girl da lacrime agli occhi), ma mi sono astenuto dall’urlare la richiesta perché mi sembra un atteggiamento da mezza sega (al quale comunque in altre occasioni mi sono sottoposto) e poi perché a dire il vero non sono neanche poi così sicuro che non le abbiano fatte. per tutta la sera mi sono crogiolato nell’illusione che tre birre medie e un grande concerto dopo dodici ore filate di lavoro sarebbero state la ricetta infallibile per una vita scevra da preoccupazioni e tormenti. poi però stamattina mi sono svegliato con i polmoni incatramati, vittima di una risacca psichica di rara ferocia, che ha reso il mio lunedì mattina uno dei più tristi da quando sono uscito dal tunnel dell’adolescenza (neanche dovessi andare a lavorare in fiat al reparto presse, direte voi. avete ragione, per una volta). sarà che mi ronzava ancora in testa una vocina che diceva che muscoli favolosi avevi, dopo che mi sei venuto sulle labbra. sarà che nel cervello mi proiettavano ancora le immagini di un astro nascente del calcio africano che si fermava al limite dell’area e aspettava che la nostra difesa si piazzasse per bene prima di incularsela a sangue come era giusto che fosse. sarà che l’idea di dedicare la mia settimana alla stesura di una ventina di pagine a proposito del più grande film mai realizzato mi sta uccidendo lentamente. sono anche andato all’università a guardare i culi delle ragazze, ma non c’è stato niente da fare. 

 

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 26/04/2004 16:05 | commenti (34)

giovedì, aprile 22, 2004

this motherfuckin’ kitchen (3): le estreme conseguenze

sono stato ufficialmente redarguito dalla mia relatrice per il significativo ritardo accumulato nella scrittura della mia tesi. avviso dunque i miei lettori che per i prossimi quaranta giorni (con una probabile eccezione intorno a fine maggio) sadnessaftersex andrà in onda in forma ridotta. un post come si deve, per quanto acefalo possa apparire ai vostri occhi, può arrivare a costarmi anche un paio d’ore di lavoro (calcolando la pausa sindacale di un’ora e mezza che mi concedo a metà) e con i tempi che corrono non mi sembra il caso di impiegare paia d’ore di lavoro per queste frivolezze. e poi non vedo perché, soltanto perché dio non mi ha elargito il dono della sintesi, non possa anche io essere un blogger come tutti gli altri, di quelli che scrivono post che la gente non smette di leggere a metà, tre-quattro righe magari infarcite di link, una battuta fulminante o un commento sarcastico e via andare. e allora fino al tre giugno sadnessaftersex sarà aggiornato (raramente, come al solito) con una serie di post brevi, maneggevoli, inutili, stupidi, giovanilisti e radio friendly. una insopportabile accozzaglia di (poche) parole in grado di essere scritte mentre penso e faccio qualcos’altro. nel caso la cosa dovesse provocare malumori, vi concedo (in via del tutto eccezionale) di mugugnare qualche lamentela nei commenti (oppure di raggiungere questa cucina e dattilografarmi qualche capitolo). eccovi il primo, fulgido esempio della nuova linea editoriale di sad.aft.sex (sì, avete visto bene, è un metapost):

 

gli ambitissimi concorsi a premi di sad.aft.sex: talk about “the passion”

l’unica “the passion” di cui intendo occuparmi al momento è quella che a un certo punto recita: “and sometimes it takes a long time to learn, just what it would take a child a night to learn”. il primo ascoltatore che dimostrerà di sapere di cosa cazzo sto parlando, vincerà la consueta lattina di birra del discount da consumarsi sul balcone di casa mia. nel caso dovesse riconfermarsi campionessa solitarie, già vincitrice del concorso “sad.aft.sex. get off the air!”, potrà optare per una birra media o un tennesse whiskey da consumarsi in un locale qui vicino (sempre che non le crollino i nervi per la tensione durante la delicatissima scelta del premio). via alle telefonate.

 

PS: non so se avete colto l’elegante ironia citazionista del titolo. altro che bloggare in camera mia per una manica di alcolizzati ansiosi di parassitarmi una birretta, io a quest’ora dovrei essere come minimo titolista capo per il guerin sportivo.

postato da atrocityexibition | 22/04/2004 20:56 | commenti (18)

lunedì, aprile 19, 2004

sadness after sex rules again

alla fine gli abbiamo fatto capire chi comanda. non hanno risposto alle nostre mail, hanno finto che non fosse successo niente, hanno tolto dall’aria le gemelle olsen fischiettando sperando che nessuno se ne accorgesse, ma alla fine se oggi pomeriggio alle 14.30 bart simpson era di nuovo lì a scrivere le sue frasi punitive sulla sua lavagna punitiva è stato solo per merito dell’iniziativa di questo blog, ertosi a paladino dei giusti nella lotta impari contro il più grande colosso televisivo europeo. diciamola tutta: io e il deportivo la coruña siamo state le uniche due persone in grado di far davvero tremare il capo del governo in tutti questi anni. e allora, cristo santo, qualcuno vorrebbe darmi una ragione valida per la quale non dovrei governare questo paese?

 

atroC.T.X.Z.B.tion

 

PS: l’infame elrocco ha provveduto nel fine settimana a ripulire le casse della “il palinsesto come sad.aft.sex. comanda s.r.l.”. fermato dall’intendenza di finanza alla frontiera tra san marino e le isole cayman, sorpreso con una valigetta contenente quattro milioni di euro in contanti, ha candidamente dichiarato che il denaro era il contenuto della busta donatagli a pasqua dalla nonna. un bigliettino palesemente autoprodotto con la scritta “al mio carissimo nipote elrocco. buona pasqua. firmato: la nonna” non è bastato a convincere le autorità, che hanno immediatamente provveduto alla sacrosanta carcerazione del soggetto, accusato tra l'altro anche di mitomania ed esibizione di personalità multipla finalizzata alla truffa.

postato da atrocityexibition | 19/04/2004 17:44 | commenti (25)

martedì, aprile 13, 2004

 tv casualties (4): la lotta per la modifica del palinsesto televisivo come grande gesto rivoluzionario volto alla salvezza dei nostri bambini

a seguito di una singolare forma di protesta ideata dal direttore creativo di sadness after sex, questo blog non rilascerà nessun post fino a quando non verrà ripristinata la normale programmazione della nota serie televisiva “the simpsons” all’interno del palinsesto pomeridiano di italia1. in alternativa, esigo per lo meno che mi sia consegnata una qualche altra ragione valida per alzarmi al mattino. tra l’altro sono anche blandamente febbricitante,  quindi non credo che avrei comunque scritto cose degne di essere digitate. i film per ragazzi programmati al posto dei simpson sono stupidi, deprimenti e diseducativi. il loro unico scopo è quello di provocare nelle menti dei loro giovani spettatori i primi turbamenti sessuali, attraverso il proponimento di caste storie d’amore che proprio nella loro castità mirano a tendere spasmodicamente la curiosità e l’attesa per l’atto sessuale languidamente sotteso ai vestitini aderenti a forme precoci (la procacità è già insita nell’assonanza, quindi non la menziono), ma poi sapientemente estirpato dal film attraverso il ripristino delle tre condizioni essenziali della drammaturgia cinematografica adolescenziale: esibizione di una verginità incrollabile, trionfo del bene sul male raggiunto attraverso il proponimento di uno stile di vita igienico, asettico e sorridente, messa in moto di una potente macchina censoria atta a negare l’esistenza dell’acne giovanile (a volte sostituita dal proponimento di una discutibile teoria volta a dimostrare che il fastidioso inestetismo del giovane acneico, è sintomo di una più profonda corruzione dello spirito che ha deturpato i lineamenti dell’adolescente ideale per farne un soggetto difficilmente cinematografabile). vivo nel terrore che questa notte mi appaia in sogno il mio professore di lettere del liceo per ricordarmi di non comporre periodi troppo lunghi. ho bisogno di riposo e mi congedo elencando le due attività che da sempre prediligo durante i periodi di blanda febbricitanza (categoria dello spirito ascrivibile a una temperatura corporea oscillante tra i trentasette gradi e i trentasette gradi virgola sei): lamentarmi tutto il giorno, fumare sigarette che sembrano aver perduto il loro potere appagatorio.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 13/04/2004 19:16 | commenti (37)

mercoledì, aprile 07, 2004

this motherfucking kitchen (2):  mid-tesis crisis

gestire un blog di successo è una roba che ti consuma almeno quanto scrivere una tesi inconcludente su un oscuro regista transalpino di non troppo successo. quando le due cose si sovrappongono la vita di una persona può rivelarsi sorprendentemente inutile. cercherò di spiegarlo con una metafora piuttosto complessa. la cosa che in assoluto mi da più soddisfazione al momento è una cosa che ho soprannominato “quantificazione del pensiero in termini di kilobyte”. ormai vivo solo per i copia/incolla con i quali trasferisco i capitoli della mia tesi dall’hard disk a un floppy che adopero per salvarmi il culo in caso di collasso del pc. quando incollo il computer mi dice che il file è già esistente, sostituire? e allora si vedono i kb del nuovo file a confronto col vecchio file con il lavoro del giorno prima. la differenza di kilobyte tra i due file è indice del progresso del mio lavoro, è questo mi da un piacere perverso. con le pagine non funziona, anche perché due settimane fa mia madre mi ha chiesto a che punto ero e io ho detto pagina trenta. ieri al telefono gli ho detto pagina trentaquattro e lei si è incazzata (scommetto che proust scriveva a un ritmo più serrato). in realtà non riesco a separare le pagine che ho scritto da quelle che vorrei/dovrei avere scritto, e allora solo la crudele freddezza dei kilobyte può sopperire a questo cortocircuito neuronale. la trascuratezza nella quale versano le pagine del mio blog (cominciano ad affiorare le prime ragnatele) è anche figlia dell’aridità che si è impossessata dei miei polpastrelli, agili e scattanti quando si tratta di infangare la reputazione del “montaggio delle attrazioni” applicando la mia personale teoria post baziniana (“parlare di cinema è stupido e noioso, quindi cerchiamo di fare in fretta”), ma atrofizzati e stantii quando si tratta di recensire un disco dei black box recorder. di qui tutta una serie di post, che per la mia prima volta nella mia carriera sono stati cestinati perché considerati inadeguati anche per un’audience bassa, volgare e ignorante come quella di sad.aft.sex. tra l’altro, non è che io non pubblichi nulla perché non abbia più niente da dire. il mio problema è che mi vengono in mente delle cose così divertenti ma così divertenti che mi sembra uno spreco darle via gratis sul blog. allora visto che fare i film costa troppo avrei pensato di scrivere un poema epico demenziale. però il mio agente dice che il mercato dei poemi epici al momento è fermo e dubitiamo che si riprenda nei prossimi mesi. anche il vaudeville con canzoni pare che al momento fatichi a trovare un suo pubblico. allora avrei pensato a un nuovo progetto editoriale per sadness after sex. via dal web subito per approdare nelle edicole come quotidiano. tra l’altro ho sentito che giuliano ferrara ha litigato col suo editore e sta cercando un nuovo giornale e allora avrei pensato di offrirgli la direzione del mio. però la tentazione di enzo catania detto turbominchia  è ugualmente molto forte.

allego un elenco dei post cestinati:

-         il primo si chiamava “cosa significa quando i dialoghi dei nostri film non significano più niente”. l’avevo scritto per gli spostati e parlava di come il trailer dell’ultimo film di marco ponti (quello in cui due attori si scambiano queste immortali parole “A: l’amore non esiste B: è per questo che lo facciamo”) decretasse la fine, non solo del cinema italiano, ma della cultura italiana tutta. secondo la mia teoria, quando la gente nei film arriva a dire cose tanto stupide è doveroso ridurre l’intera nazione al silenzio. bisogna farsi una ragione del fatto che i pessimi sceneggiatori, come gli eroinomani, non sono altro che vittime della società.

-         il secondo era una nuova rubrica monografica intitolata “the luke haynes experience”, nella quale prendevo in esame la carriera del più grande songwriter inglese degli anni ’90. una rubrica speculare intitolata “the matt johnson experience” è stata ugualmente abortita dopo un’estenuante lettura di tre interviste fiume del leader dei the the. mi riservo di riesumare queste rubriche nei momenti di crisi.

-         il terzo era un bel post calcistico, solo che non ho voluto pubblicarne due di fila per evitare di alienarmi l’audience femminile. vittorio zucconi è talmente schifato dal calcio che ha deciso di sospendere la sua rubrica quotidiana del lunedì su repubblica.it. adesso ci resta solo più speraben. ad ogni modo l’eliminazione del real madrid da parte dell’incantevole monaco di deschamps mi ha riconciliato del calcio anche perché ho scoperto nel minuscolo argentino ibarra l’erede di garrincha. da questo momento sei il mio idolo, non deludermi e soprattutto non andare mai all’inter. altre due gioie insperate mi arrivano dal calcio inglese: il chelsea che elimina l’arse-anal in un derby di londra che raramente si è giocato a questi livelli (quarti di champions), e un’altra squadra di londra, il millwall (tristemente nota per l’efferata violenza dei suoi tifosi) che sul baratro della retrocessione risorge grazie all’arrivo del 37enne robert wise (chelsea storico), si piazza in zona promozione e non contenta elimina il sunderland e approda a un finale di coppa col man utd che sarà l’evento calcistico dell’anno. altre cose buone dal mondo: carlo pelegatti al mercato del pesce di la coruna che intervista le pescivendole galleghe sulla partita di stasera.

vostro, atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 07/04/2004 14:09 | commenti (37)

giovedì, aprile 01, 2004

futbol: il ritorno dell’amichevole di lusso contro il campionato più stupido del mondo

non può che farmi piacere che il portogallo ospiti il prossimo campionato europeo, però mi sono accorto che la cosa potrebbe avere risvolti poco piacevoli a causa del fuso orario. se si dovessero giocare le partite alle 21.45, come l’amichevole di oggi, i miei bioritmi ne uscirebbero malconci, visto che all’esecuzione degli inni nazionali avevo già finito la birra. ad ogni modo, sarà per la pioggia battente, sarà per le velleità artistiche dell’architetto che ha concepito lo stadio di braga, ne è uscito un risultato bugiardo peggio di una statistica di gianni pilo. per tutto il primo tempo il pressing asfissiante del portogallo ha infranto le ambizioni offensivistiche dell’italia  di matrice ancelottiana (prima dell’avvento delle due punte filogovernative). il gol del pareggio era irregolare (fallo di vieri), quello di miccoli (bella partita, sarà lui l’ennesimo fuoriclasse a schiantarsi contro la folle inamovibilità di del piero?) geniale e spassoso ma fortuito. la scelta di trapattoni di seguire le indicazioni offerte dal campionato denota umiltà e il lodevole intento di fornire un calcio all’ultimo grido, però non è detto che la strategia si riveli vincente (per la juve di lippi, per esempio, non lo è stata). credo che felipe scolari sia un buon allenatore (ha vinto un mondiale con una squadra tutt’altro che stellare costruendo una difesa impenetrabile con dei difensori penetrabili) alle prese con un’ottima squadra. gli auguro di riuscire a ricucire una stramba frattura generazionale che gli ha consegnato una serie di fenomeni tutti rigorosamente over 30 o under 20. sembrano stupidaggini, ma dovrà anche lottare contro la tradizione che vuole il portogallo squadra perdente per eccellenza. un problema che accomuna tutti, invece, è quello delle soglie del ridicolo ampiamente oltrepassate dalla lotta club/nazionali. il brasile non giocherà le olimpiadi grazie al rifiuto del milan di concedere kakà per le qualificazioni. stessa discorso per martins che ha declinato la convocazione per la coppa d’africa (e che ha rifiutato in questi giorni un’offerta della nazionale del qatar, che sta impunemente offrendo passaporti farlocchi a suon di milioni). come se non bastasse marcelo bielsa ha chiesto la penalizzazione in classifica dell’inter, colpevole della mancata consegna di kily gonzales e zanetti. amichevoli importanti come quella di stasera sono prontamente falsate da una ventina di sostituzioni atte a non far stancare i campioni delle squadre più blasonate (infatti nervo, del bologna, è rimasto in campo 87').

avevo già parlato dello spostamento progressivo dell’ipotetico fondo da toccare per il campionato italiano. il noto bestemmiatore bruno longhi, aveva parlato martedì delle insistenti voci di una punizione esemplare che la giustizia sportiva si apprestava a dare ai club romani: tre turni di squalifica al campo, megamulta, partita persa a entrambe le squadre con punto di penalizzazione incorporato. è prontamente arrivata l’impunità generale e qualcuno si è pure lamentato. i politici sbraitano, come il calcio italiano avesse bisogno di un ulteriore sprofondamento nei due settori (economia e politica) che ne stanno decretando la fine. l’ultimo baluardo della resistenza sono state le illuminanti dichiarazioni di ferrara e gattuso: a) i politici potranno parlare di calcio il giorno in cui inizieranno a pagare il biglietto per entrare allo stadio (a proposito, c’è una qualche ragione valida per la quale al momento non sono tenuti a farlo?) b) sostengono che i calciatori debbano decurtarsi gli ingaggi per sanare la crisi calcistica. anche l’economia italiana è in crisi, però non hanno mai pensato di ridursi gli stipendi. personalmente non credo che il calcio italiano navighi in cattive acque. altrimenti non mi spiegherei il fatto che la roma si trovi all'undicesimo posto nell'illuminante classifica delle squadre più ricche del mondo.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 01/04/2004 01:07 | commenti (35)



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