sabato, maggio 29, 2004

i messaggi subliminal-autopromozionali di sadness after sex

dopo mesi di forzata astinenza sono finalmente ritornato all'esercizio della critica cinematografica e il mio machete sta ancora grondando sangue. avevo dimenticato quanto fosse irritante farsi rovinare la giornata da un film inutile e fastidioso come questo.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 29/05/2004 22:35 | commenti (5)

giovedì, maggio 27, 2004

sadnessaftersex

1 year entertaining the net

sadness after records, in collaborazione con l’associazione vittime del doposbronza psichico, è lieta di presentarvi la compilation dell’estate. sad.aft.sex greatest hits vol. I: dodici classici di hard blogging da canticchiare sotto l’ombrellone, brani indimenticabili da recitare a memoria per stupire i vostri amichetti del mare, da supermario jardel ai migliori momenti della rubrica this motherfucking world, tutti i post che hanno reso indimenticabili la vostra stagione 2003-04 riuniti in un solo grande post che fa dell’autocelebrativismo un’arte. sad.aft.sex greatest hits vol. I, la prima antologia di letteratura postcoitale (contiene l’inedito filmstar!).

sad.aft.sex. greatest hits vol. 1

  1. the dance
  2. bevanda alcolica al gusto di rosa
  3. this motherfucking world presents da restaurant tales (1)
  4. elephant
  5. this motherfucking world presents this is turin not l.a.
  6. la fine del calcio
  7. sad.aft.sex sulle tavole degli italiani presents la crema delle atrocità
  8. supermario jardel, un uomo che ha lasciato un segno indelebile sul nostro campionato
  9. this motherfucking world presents affinità e divergenze sul conseguimento della maggiore età
  10. this mothefucking kitchen presents no cigs and no beer make atroC.T.X.Z.B.tion go crazy
  11. le guide turistiche di sad.aft.sex. presents la lisbona da bere part. II

bonus track

* filmstar (previously unrealeased- coming soon!!)

postato da atrocityexibition | 27/05/2004 20:18 | commenti (13)

mercoledì, maggio 26, 2004

this motherfucking kitchen (4?): finale di partita

vengo ora dall'apporre l'ultima referenza bibliografica. pare che il mio lavoro sia giunto alla sua fase terminale. dopo una sommaria rilettura verrà dato alle stampe come uno qualsiasi di quei prodotti editoriali che infestano le peggiori edicole e librerie. questo elaborato mi sembra francamente troppo esplosivo e rivoluzionario per essere inserito sul mercato senza traumi, però facciano loro. ad ogni modo non ho trovato nessuna ragione valida per esistere di qui al 12 giugno, di conseguenza mi farò internare in una clinica per disintossicarmi dall'uso smodato delle virgole associate alle congiunzioni semplici. addio.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 26/05/2004 13:08 | commenti (11)

giovedì, maggio 20, 2004

il fascino discreto dell’editoria: l.a. confidential

ah! scommetto che voi manica di cagoni vi siete dimenticati che questa mattina con la repubblica regalavano questo inarrivabile capolavoro di james ellroy. io, nonostante tutti i casini e le robe da fare che avevo, mi sono alzato alle otto per andarmelo a comprare (anzi, a far regalare), anche se ce l’avevo già, però il gusto di pensare a quelli che si alzano alle nove e mezza e poi girano disperatamente tutte le edicole della città senza trovare più un cazzo mi ha fatto venire voglia di andare a consumare una copia in più. questa edizione presenta una di quelle rilegature moderne tipo strade blu mondatori che mi fanno cristonare ad ogni svolta di pagina e devo far fronte alla tentazione di insalivarmi il dito (ma poi penso al nome della rosa e lascio perdere). e il primo di lui libro che lessi, anni fa al mare. nonostante fossi agli albori della mia relazione sentimentale definitiva, ricordo che per quel paio di giorni mi isolai dalla vita di coppia accettando di schiodare gli occhi dal libro e il culo dal divano solo ed esclusivamente per essere rapidamente nutrito. oggi, apprestandomi a compiere la più antica e genuina delle operazioni di raccolta differenziata, ho commesso il terribile errore di leggermi il prologo del libro. ritrovarsi improvvisamente faccia a faccia con buzz meeks, solo e disperato in un motel al confine col messico, con addosso novantaquattromila dollari, nove chili di eroina pura, un fucile a pompa calibro 12, una 38 special, una 45 automatica e un coltello a serramanico che aveva comprato da un pachuco alla frontiera, che scorre le pagine del calendario fino a dicembre chiedendosi quante probabilità abbia di restare vivo tutto l’anno… insomma, morale della favola mi sono ritrovato agganciato come una ragazzina degli anni ’80 con il suo fotoromanzo preferito. notavo con malcelato sarcasmo che il personaggio che nel film è interpretato da danny de vito risulta essere qui “un tipo ossuto come uno spaventapasseri”. quello che mi sconvolge ogni volta è il modo in cui quest’uomo riesca a portare l’intreccio a livelli di complessità sconvolgenti servendosi di una serie di frasi di una semplicità che raramente va oltre il soggetto-verbo-complemento. il risultato finisce di solito con l’essere una specie di mitragliata lunga cinquecentento pagine.

 

breaking news

sono già in pieno clima europei e sarei davvero tentato di lanciare il mio j’accuse per delle convocazioni che mi sono andate abbastanza per traverso. magari ne parliamo un’altra volta. oggi sono venuto a conoscenza del fatto che la data di voi sapete cosa è: tardo pomeriggio del 30 giugno. per chi fosse interessato il programma è: sveglia ore 9. seguono otto interminabili ore di spartizione con il candidato di un’ansia insostenibile che svanirà con la di lui proclamazione ed elevazione al rango di disoccupato giovanile, prosecchino con parenti e amici sul di fresco ridipinto terrazzo. h 20.30 circa, appoggio chiappe sul divano di fronte a una semifinale degli europei prevista per quella sera (nel caso fosse di pomeriggio qualcuno deve rimandare qualcosa), nel corso della quale il candidato cercherà di battere il record personale di trangugiamento ininterrotto di birra carlsberg sponsor ufficiale portogallo 2004. h 24.00 pisciaggio di gruppo della fu birra carlsberg sulle gradinate dell’università degli studi di torino. a seguire sontuoso aperitivo a base di tennesse whiskey gentilmente offerto a profusione da amici e conoscenti del candidato. accorrete numerosi.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 20/05/2004 18:45 | commenti (24)

venerdì, maggio 14, 2004

futbol: l’ombra del calcio

ci sono queste frasi che sembrano provenire dagli antri più sordidi del nostro sistema nervoso. l’altro giorno ne ho sentita una che avevo creduto di avere dimenticato ma sentirne il suono mi ha lasciato addosso un’inquietudine paurosa. la frase era “l’ombra del calcio scommesse”. “l’ombra del calcio scommesse”, “lo scandalo del totonero”, “il pentapartito”... una serie di parole che a sentir pronunciare a distanza di anni mi turbano ancora, perché non hanno mai smesso, dopo tutto questo tempo, di essere avvolte di quell’aura misteriosa e proibita che avevano quando ero bambino. seduto attorno al tavolo, davanti al tg1, chiedevo spiegazioni ai miei genitori ma venivo prontamente liquidato con una serie di mugugni, cambi di discorso, sguardi torvi. ero troppo giovane e innocente per avere coscienza di tutte quelle infamie che avrebbero macchiato indelebilmente la mia ingenuità infantile. ma l’altro giorno, ho sentito ritornare l’ombra del calcio scommesse a gravare su di noi. per sconfiggere il fenomeno si era pensato che bastasse dotare i calciatori di stipendi conturbanti, di modo che potessero soddisfare ogni loro desiderio resistendo alla tentazione di vendersi le partite, ma non è servito. mi dispiace per il siena, che negli ultimi due anni ha esibito un calcio di un certo livello. del portiere generoso rossi (a quanto ho capito dai giornali la sua posizione giuridica è riassumibile con “nella merda fino al collo”) non saprei cosa dire, però per nicolino ventola un po’ mi spiace. ho sempre nutrito una certa inspiegabile simpatia per lui che era stato uno degli attaccanti più promettenti della sua generazione, però gli serbo un certo rancore per un paio di questioni del passato. innanzitutto un gol durante la sua miglior stagione all’atalanta. allo scadere si invola verso la porta, inseguito da paramatti che gli sta attaccato al culo. tutti urlano paramatti stendilo! ma paramatti che ci teneva a non sfigurare al fantacalcio, per non farsi espellere lo lascia andare e l’atalanta pareggia (c’era ancora van der sar da superare, veramente, ma quando sei davanti a van der sar lo sai già come va a finire). ancelotti a fine partita dirà all’incirca: eh, però paramatti poteva stenderlo. la juve perderà poi lo scudetto per un punticino, ma qui l’incolpevole ventola ha fatto solo il suo dovere di bomber di razza. l’altra cosa, ben più grave, è che circa un paio d’anni fa ha fregato la ragazza (nota fotomodella svizzero-thailandese) a un mio lontano cugino. non che me ne freghi di questo cugino che non vedo da vent’anni, però con i miei amici al bar, dire sai che mio cugino sta con... mi dava sempre un certo tono. adesso non ho molto altro di cui vantarmi e la morale di questa storia è: a mettersi contro la mia famiglia si va a finire dritti nella merda nera. comunque pare che lui in questa brutta storia non centri, anche se i telegiornali si stanno sbattendo molto mostrando un filmato muto in cui leggendo i labiali lo si può vedere pronunciare rivolto a un compagno la parola “pareggio” e probabilmente anche “calcio”. attendiamo trepidanti il processo di biscardi, che farà chiarezza con la sua geniale rubrica in cui dei redattori della trasmissione doppiano questi filmati muti del campo riscrivendo i dialoghi dei calciatori a partire dai labiali (roba che forse neanche george orwell).

ad ogni modo il vizio di combinare le partite credo che da queste parti non sia mai passato di moda. mi ricordo qualche anno fa che durante un venezia-bari, negli ultimi minuti, su un 1-1 che metteva d’accordo tutti in chiave salvezza, entra un ragazzino brasiliano di belle speranze di nome tuta. svetta in mezzo a una mischia e infila trionfalmente un insperato 2-1 allo scadere che per il venezia sarebbe stato oro. lui esulta come un pazzo, ma gli altri ventuno giocatori in campo sono ghiacciati, i suoi compagni lo guardano come dire “ma sei stronzo?” e se non ricordo male pippo maniero ha quasi cercato di mettergli le mani addosso. alla fine nessuno se l’è sentita di approfondire, però del brasiliano tuta non si sono poi avute più notizie e si teme seriamente che sia stato coperto di briociole di pane e dato in pasto ai piccioni di piazza san marco. chiuderei questa profonda riflessione sulle sorti del nostro calcio augurando tutto il bene del mondo al grande gigi del neri, che per schivarsi da questa ennesima valanga di sterco pare che emigrerà a sostituire mourinho sulla panchina del porto. non si può dire però che lascerà un calcio incancrenito per ritrovarne uno profumatissimo e splendente, visto che giusto un mese fa l’intera federazione portoghese è stata incarcerata insieme a una decina di arbitri per una serie di reati ignobili che credo andassero dalla corruzione semplice al vilipendio della bandiera. ciao.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 14/05/2004 23:35 | commenti (21)

martedì, maggio 11, 2004

this motherfuckin’ kitchen(4): sogni nel cassetto e progetti per il futuro

mi sarebbe davvero piaciuto riuscire a finire la tesi prima dell’uscita del nuovo disco di morrissey, tanto per potermi concedere un qualche scampolo di spensieratezza adolescenziale estiva, una categoria dello spirito riconducibile soltanto agli ultimi giorni di liceo e alla quale guardo con una certa nostalgia. il giorno dell’uscita dell’ultimo disco di morrissey mi sarebbe piaciuto rivivere quella simpatica atmosfera dei primissimi giorni di vacanza. alzarmi a metà mattina, uscire pochi minuti prima dell’apertura del negozio di dischi, spendere la mattinata lì dentro e poi raccattare per la strada qualche amichetto per andarmi a ubriacare sotto il sole, inscenando ancora una volta nei nostri intestini la sempiterna lotta tra l’afa estiva e la birra ghiacciata. il disco di morrissey l’avrei eventualmente ascoltato poi. mi sarebbe piaciuto anche sedermi al tavolo di qualche bar ed emettere sentenze su argomenti che non mi competono, sforzarmi di parlare per scongiurare il sopraggiungere di quella malinconia che verso le sei di sera (ultimamente succede più spesso e a orari diversi) tende a rompere l’incanto. quando fanno gli europei di calcio mi piacerebbe sfumazzare sul divano alle quattro del pomeriggio con tutte le finestre aperte guardando il futbol ingoiando birra olandese di qualità con qualcuno che condivida con me l’interesse per l’evento. il mio corpo tenderà a fingersi svenuto aderendo alle pareti dell’oggetto che lo conterrà, come allo stato liquido. mi sembra di riuscire a vedermi, profeticamente, con il braccio sinistro divenuto penzolante corpo morto e quello destro che si solleva in un riflesso condizionato per avvicinare bottiglia e sigaretta al cavo orale. ingestione sostanza liquida/ aspirazione aria mista a fumo/ emissione aria mista a fumo/ commento tecnico infarcito di turpiloquio ingiustificato soffocato dall’intervento del mio stomaco, che avrà nel frattempo puntualmente provveduto a separare il liquido dai gas ivi contenuti, restituendo all’atmosfera terrestre l’anidride carbonica che gli spetta. di solito mi piace chiudere l’operazione con un “fanculo” sibilato verso un obiettivo talmente imprecisato da poter essere riassunto nel resto della popolazione terrestre.

ho sempre pensato che inizierò a smettere di pensarmi come essere vivente il giorno in cui mi renderò conto che durante un’importante manifestazione calcistica internazionale mi accorgerò di essere impossibilitato alla visione dell’evento nella sua interezza a causa di una qualche prerogativa di tipo lavorativo che avidamente si succhierà via il resto dei pomeriggi infrasettimanali della mia vita.

atroC.T.X.Z.B.tion

 

postato da atrocityexibition | 11/05/2004 21:00 | commenti (12)

martedì, maggio 04, 2004

restaurant tales (2): who kills the video stars?

l’altro giorno, mentre servivo al tavolo di un pranzo di una prima comunione, ho vissuto una sconvolgente esperienza extracorporea. è stato molto bello accorgersi che il proprio corpo e la propria mente sono capaci di agire autonomamente provocando piaceri sconosciuti. tutto a un tratto, mentre stavo attraversando la sala, ho sentito sprigionarsi dentro di me una sorta di calore interiore fortissimo. sul momento, mi è sembrato qualcosa di molto prossimo agli effetti di un’iniezione di eroina o di un orgasmo clitorideo per come vengono descritti sui libri. ho anche pensato che non sarò mai abbastanza grato a tutti questi scrittori che si premurano di sottoporsi a queste esperienze estreme, pericolose, risparmiandoci il rischio di viverle senza che ci si debba privare del gusto di conoscerne l’esistenza. quando ho riaperto gli occhi, in mezzo alla sala, il calore si stava attenuando, lasciando il posto a una sensazione di appiccicosa umidità. quando ho ripreso a camminare mi sono accorto che avevo il basso ventre cosparso del sugo d’arrosto che esondava copiosamente dal vassoio che reggevo con la mano sinistra. alcuni dei presenti hanno ritenuto che le due cose fossero collegate, per via del fatto che il vassoio d’arrosto era uscito pochi secondi prima dal forno a 250 gradi. non sono d’accordo. allora perché la gente arriverebbe a bruciare fortune accumulate negli anni, a sacrificare la propria stessa esistenza alla ricerca del piacere quando secondo voi basterebbe versarsi sugo d’arrosto bollente nelle mutande per raggiungerlo?

in quei giorni c’è stata una grossa festa per il trentennale del ristorante (mi sarebbe piaciuto rincontrare tutte le persone che ne hanno fatto la storia). mia madre mi ha portato al cospetto di un uomo anziano. mi ricordavo di lui perchè difficilmente manca di presenziare a queste piccole occasioni mondane. è stata una delle prime star della televisione italiana, lo hanno fatto rivedere qualche mese fa nei giorni della celebrazione del cinquantenario della rai. divenne famoso in quanto primo grande vincitore di una grossa somma di denaro e incredibilmente longevo partecipante del quiz che per la prima volta tenne incollati davanti allo schermo milioni di italiani. era tenutario di una cultura enciclopedica alla quale i suoi concittadini difficilmente potevano avere accesso. credo sia stato per loro la dimostrazione di come il sapere e l’intelligenza potessero elevare l’uomo fino al più alto grado della scala sociale. o comunque, il suo volto aveva assunto un qualche significato in ogni parte del paese, nelle menti di persone il cui volto non avrebbe mai significato niente per nessuno. era accompagnato da una donna che mi dava l’impressione di aver perduto invecchiando la sua eleganza e i suoi modi gentili. doveva essere stata piuttosto bella. ho trovato molto divertente che esibisse delle qualità che aveva perduto. meno divertente è il fatto che la borghesia abbia usurpato l’aristocrazia della mondanità e del bel vivere. molte persone come loro, che aspiravano a vivere bene rifiutandosi di lavorare, si sono improvvisamente viste condannare al patetismo. gli è rimasta soltanto la soddisfazione di invecchiare mantenendo più a lungo una parvenza appena più rugosa della loro immagine migliore (chi lavora tutta la vita, porta in genere sul viso i segni del conseguente abbrutimento). alcune persone mi hanno fatto notare che secondo i loro i calcoli il signore della televisione dovrebbe essere più vecchio di quanto non dimostri (un modo elegante per farmi notare che avrebbe dovuto essere già morto). quando mi ha stretto la mano, si è scusato per non essersi potuto alzare in piedi, per via di un forte dolore a una gamba. avrei voluto dirgli: vede, caro signore, farebbe bene a riflettere su questi acciacchi che la tormentano. ha vissuto una considerevole parte della sua vita nell’illusione di essere un’icona vivente. ha consacrato un momento significativo della sua esistenza allo sfruttamento di un’immagine diventata improvvisamente pubblica a conseguenza di quell’apparizione. ha lasciato che la riconoscibilità del suo volto le procurasse i mezzi con i quali sostentarsi. sfortunatamente però le icone viventi non esistono. trovo interessanti questi dolori, queste avvisaglie di morte che la tormentano: devono essere i segnali dell’icona che viene a sostituirsi definitivamente alla persona. a reclamare i suoi diritti nei confronti di qualcuno che ha portato in giro per troppo tempo un’immagine fingendo che fosse un corpo. o peggio, che è esistito della sola immagine sforzandosi di animarla. mi diverte pensare a un uomo che vive la sua vita semplicemente aspirando alla bidimensionalità, sforzandosi di smettere di esistere per entrare nella dimensione delle cose inanimate.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 04/05/2004 23:32 | commenti (26)

lunedì, maggio 03, 2004

giustificazione di ritardo

per oggi ancora niente. forse domani. il post in realtà sarebbe già pronto, ma a volte il processo di trasferimento dei dati lungo il sistema nervoso, che dovrebbe concludersi con l’approdo ai polpastrelli, può rivelarsi talmente abominevole e noioso da causare la sua stessa autodistruzione. inoltre, essendo io tenutario di un lavoro finesettimanale sfiancante, sono solito, durante la stagione lavorativa, dedicare il lunedì a un massimo di due attività, in genere sbadigliamento bestemmiante e lettura della pagina sportiva di un quotidiano (occupazione apparentemente innocua che però inspiegabilmente di questi tempi finisce col funzionare da implacabile antidoto alla mia autostima). prometto blandamente di farmi risentire nell’arco delle prossime 24-36 ore.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 03/05/2004 21:04 | commenti (5)



BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Blogarama - The Blog Directory

Blog Aggregator 3.0 - The Filter


indie blog aggregator

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.
visitato *loading* volte