domenica, giugno 27, 2004

l’agenda delle atrocità: brevi cenni di autocelebrativismo

vengo ora dal concludere il primo quarto di secolo della mia esistenza. avevo pensato di celebrare l’evento con un agile resoconto in dodici volumi di questo mio segmento di vita ma, dopo un’attenta analisi della mia gesta, esse sono risultate essere tutte di scarsa o nessuna rilevanza. vorrei comunque ringraziare le persone che mi hanno prodotto, tutti coloro che hanno sceneggiato questi venticinque anni rendendoli pregni di aneddoti divertenti o significativi da raccontare nelle fredde notti d’inverno e tutti i baristi che sono stati pazientemente ad ascoltare le mie stronzate. tutti coloro hai quali ho serbato rancore e che magari penseranno che il tempo abbia sciacquato via i cattivi sentimenti, sappiano invece che continuo a serbare loro rancore, grosso modo quanto il giorno in cui ho iniziato a serbare. coloro i quali invece mi hanno perduto di vista non stiano a farsene una colpa, probabilmente è soltanto il modo in cui il destino ha voluto farvi capire che non eravate degni di vivere al mio fianco; sono assolutamente sicuro che là fuori ci sono centinaia di persone mediocri e insapore che non vedono l’ora di conoscervi. a presto.

 

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 27/06/2004 21:22 | commenti (17)

giovedì, giugno 24, 2004

le poderose battaglie per i diritti civili di sad.aft.sex: uniti contro l'intollerabile truffa dei mangiamerluzzo

non essendo certo del fatto che le federcalcio scandinave siano venute a conoscenza del roboante monologo con il quale facevo pacatamente presente quello che penso di loro, mi sono riservato di mandare loro un'e-mail ieri sera, attraverso la quale ho espresso il mio pensiero ai diretti interessanti. non avendo ottenuto alcuna risposta mi sembra evidente che dopo averla letta si siano suicidati per la vergogna di essere stati smascherati da un cittadino retto ed esemplare che reclama giustizia e che rifiuta di far nascere i suoi figli in un mondo marcio e corrotto come questo. vi invito ad imitarmi, qui sotto trovate indirizzi e un simpatico testo preconfezionato (conciso ed efficace come una rasoiata sulle gengive).

Da: atroC.T.X.Z.B.tion
A: Federazioni calcio mangiamerluzzi (svff@svenskfotboll.se ; dbu@dbu.dk )
Oggetto: The scum of football
Corpo del testo: What you've done yesterday was disgusting. Scandinavian football got absolutely no credibility anymore, shame on you, you're the scum of football.





postato da atrocityexibition | 24/06/2004 19:12 | commenti (26)

mercoledì, giugno 23, 2004

(4)

allora è così che è andata a finire, me ne rimango seduto sul letto la mattina dopo con il cranio devastato dal brandy torres e un pugno di lattine vuote stropicciate di birra merlin’s da differenziare dal resto della spazzatura. bella merda. senza contare che a giorni è atteso l’arrivo di lippi sulla panchina, a garantire un’altra spaventosa serie di delusioni e fiumi di bestemmie per gli anni a venire. lasciamo perdere la patetica combine dei mangiamerluzzo e lasciamo perdere anche l’arbitraggio incomprensibile dell’arbitro della federcalcio russa, che per una prestazione del genere nel suo paese sarebbe stato tranquillamente gambizzato e dato in pasto ai leoni marini. lasciamo stare che è scientificamente provato che materazzi quando scende in campo una troiata la fa sempre e anche se il rigore si poteva non dare lui ha comunque adempito al suo compito. lasciamo stare che l’uomo che avrebbe dovuto dettare legge, colui che era stato ignominiosamente paragonato a platini da una persona che per questo dovrebbe passare il resto dei suoi giorni a sciacquarsi la bocca con l’acido muriatico, se ne stava seduto in tribuna, come è giusto che sia per un ipersalivatore del suo calibro. lasciamo perdere che quest’uomo, unanimemente ritenuto uno dei calciatori più forti del mondo, quando c’è da vincere una partita decisiva e deve affrontare una marcatura come dio comanda o non c’è o non fa. lasciamo stare che alessandro del piero dopo la partita di ieri sera non dico che avrebbe dovuto suicidarsi in campo, però almeno fingere un malore per lasciare il posto a un giocatore di calcio sarebbe stato un dovere morale. lasciamo stare che quel patetico uomo che terrorizza le sale stampe sbraitando contro il mondo intero quando scende in campo si trasforma in una brutta copia di darko pancev e se fosse davvero così uomo come dice di essere dovrebbe convocare l’ultima conferenza stampa della sua carriera per chiedere scusa in ginocchio a tutti i giornalisti e tifosi che ha insultato nella sua carriera e poi tacere per sempre, dare l’addio alla nazionale a magari anche al calcio, devolvendo il suo principesco stipendio all’associazione per le vittime delle sue stronzate. lasciamo stare che non mi basta che se ne tornino a casa a piedi come dice gattuso, ma mi piacerebbe accompagnarli io a calci nel culo. lasciamo stare che dopodomani saranno già in costa smeralda con le chiappe cosparse di crema solare a farsi fotografare con i loro nuovi tagli di capelli sguinzagliando i procuratori per fomentare voci di calciomercato e ottenere ritocchi di ingaggio da società sull’orlo del fallimento. lasciamo stare che l’unica speranza di vincere qualcosa era data da un campionato relativamente breve che dall’anno prossimo è allargato a venti squadre, quindi si arriverà ai prossimi appuntamenti ancora più patetici e più stanchi (e in molti stanno comunque facendo presente che tra europeo e mondiale si è vinto solo contro ecuador e bulgaria al 94’). lasciamo perdere che per lo meno d’ora in avanti forse chiuderanno quelle bocche da cesso, che in questi giorni funzionavano a pieno regime, attività che molti di loro hanno prediletto al gioco del futbol, trasformando il ritiro in un patetico circo o fiera della atrocità. trascuriamo anche la comprovata incapacità di provare vergogna esibita da tutti coloro che gravitano intorno alla nazionale, da quelli che parlano di uscite a testa alta a quelli che invece di dimettersi danno la colpa al calendario. alla fine ci sono state una serie di persone che sono rimaste in silenzio e hanno giocato un buon calcio, regalando qualche sporadico momento di gioia in mezzo ai flutti di questo mare di sterco. i pilastri della prossima nazionale dovrebbero essere loro, buffon, zambrotta, nesta, gattuso e un cassano che a forza di passare per piantagrane e scapestrato si è dimostrato più serio e talentuoso della totalità dei suoi compagni di reparto. mi auspicherei che la prima mossa del nuovo c.t. fosse una piazza pulita generale, un gigantesco falò dei troppi rami secchi che continuano ad occupare posti che non meritano. spero che il nuovo c.t. non sia lippi, non solo perché non lo stimo particolarmente, ma soprattutto perché dovrebbe essere qualcuno di estraneo ai club e soprattutto qualcuno che non riproporrà la coppia d’attacco del piero-vieri alla prima uscita. vedo bene gentile o zoff. spero che miccoli, gilardino e ferrari possano avere quello che indubbiamente gli spetta.

avevo passato quattro mesi chino sulla tesi aspettando con ansia questo europeo, sognando di laurearmi e poi correre a casa a vedere l’italia in semifinale. riponevo un certo numero di speranze in questa nazionale e francamente non avrei mai pensato che sarebbe stata sbattuta fuori subito dopo una serie di prestazioni ignobili. magari il futbol non sarà una roba da perderci il sonno, però porca puttana se mi girano le palle.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 23/06/2004 13:33 | commenti (7)

futbol/euro2004 (3): manuale per una serena accettazione del verdetto del campo

inizierei con un rapido riepilogo dei commenti partiti dal mio divano e protrattisi per buona parte della notte a proposito della notizia del pareggio tra svezia e danimarca, mentre sullo schermo scorrono le pietose immagini dell’infame melina eseguita dai giocatori svedesi nella loro area:

bastardi rottinculo mangiarringheaffumicate del cazzo, passare ai quarti ma restare le due nazioni più inutili, patetiche e boriose di tutta la comunità europea, della quale tra l’altro non meritate neanche di far parte, mi fa schifo usare la stessa moneta di questo sudicio branco di lerci corruttori e concussori, alla gente in svezia gli piace solo suicidarsi, avete la faccia come il culo andare in televisione con le vostre faccettine di cazzo a blaterare noi queste cose non le facciamo e poi guardali, bastardi corrotti peggio di un manipolo di narcotrafficanti, alludere alla disonestà degli italiani popolo di machiavelli che non sai neanche di cosa cazzo stai parlando, che se invece di queste pallemosce di governanti che ci ritroviamo ci fosse ancora qualcuno dei principi di machiavelli questa mattina vi svegliavate e trovavate le truppe ammassate al confine, alla fine lo sapevo che si spompinavano a vicenda con i loro amichetti danimarchesi, capaci solo di fare quegli schifosi mobili di legno marcio e ingozzarvi di merluzzo tutto il giorno che a quarant’anni siete tutti obesi da fare schifo, pure al sole gli fa schifo di sorgere sulle vostre terre infami, che ci sono i bagnini della riviera adriatica che si fanno le tacche sull’asta del pisello a forza di scoparsi le vostre donne, una volta siamo venuti in vacanza in danimarca e abbiamo dovuto passare il tempo ad assumere sostanze psicotrope per cercare di dimenticarci in quale schifoso buco di culo d’europa eravamo finiti, che una volta siamo usciti dalla tenda alle cinque e mezza del pomeriggio e non c’era più neanche un cazzo di locale aperto, poi vi lamentate che la gente si suicida invece di aspettare in silenzio che il vostro patetico modo di vivere vi uccida lentamente per la noia, helveg, laursen e tomasson alla tele che ci rassicurano che sarà una partita vera, bastardi ingrati, dovete fare la fine che ha fatto fare gaucci al coreano ahn, spedirvi a casa a calci in culo, tornatevene a pascolare branzini nel mar baltico, siete venuti qua che non eravate un cazzo di nessuno, vi abbiamo ripuliti, insegnato a comportarvi, coperto di denaro, donne, macchine di lusso e ci ripagate così, soprattutto tu, tomasson, che per vivere fai il lavoro più merdoso della terra, la riserva di pippo inzaghi, complimenti, è questo che gli racconterai ai tuoi nipotini?, guadagnavo un sacco di soldi scaldando la panchina aspettando che il più patetico e parassitario degli attaccanti italiani si facesse male, io piuttosto me ne andrei a lavorare in un cava di sale, stronzi, siete la fottuta schiuma del calcio.

postato da atrocityexibition | 23/06/2004 13:32 | commenti (6)

sabato, giugno 19, 2004

futbol (euro2004) (2): flebili speranze riposte in ancestrali rancori scandinavi

odio salire sul già affollatissimo carrozzone fustigatorio, però questa volta c’è davvero poco da fare e ieri sera faticavo davvero ad essere in disaccordo anche con persone sgradevoli come franco melli e tiziano crudeli. quelle tre sostituzioni sono state semplicemente l’insensato gesto di un folle ed era francamente molto difficile che non portassero alle conseguenze catastrofiche che sono seguite. non ci voleva uno stratega del calcio per capire che la sostituzione di uno straordinario gattuso con favalli avrebbe lasciato una voragine davanti alla difesa di cui gli svedesi hanno ampliamente approfittato. le uniche sostituzione plausibili avrebbero richiesto l’ingresso di giocatori simili agli uscenti. zanetti per gattuso, di vaio (e miccoli?) per del piero (forse meno inguardabile del solito), corradi (questo passa il convento, io acclamavo dino fava o gilardino ma lasciamo perdere) per vieri. invece sono entrati tre giocatori che hanno passato il loro tempo girovagando per il campo in cerca di una collocazione. dopo il pareggio di ibrahimovic ci siamo chiesti tutti come avremmo potuto segnare con il solo vieri in attacco. la squalifica di totti aveva comunque portato a un risultato positivo, ovvero la rinuncia da parte del trap di quell’orrendo modulo che costringeva una mezza dozzina di giocatori a barcamenarsi in un ruolo non loro. ieri infatti panucci e zambrotta (cosa deve ancora fare quest’uomo per dimostrare di essere la miglior ala sinistra del torneo?)  avevo a disposizione spazi per delle magistrali sgroppate sulla fascia che hanno prodotto una quantità impressionante di cross al centro, prontamente vanificati da un centravanti culo di piombo che non si sarebbe staccato dal suolo neanche in assenza di gravità (per quest’uomo juventus e real sarebbero pronte a svenarsi per pagare il suo sontuoso stipendio? mah…). adesso non ci resta che sperare nella correttezza (la legge del contrapasso: noi, flagellati dal calcio scommesse, speriamo nella correttezza altrui) di svezia e danimarca, paesi scandinavi che ci auguriamo essere logorati da un’antica rivalità risalente forse ai tempi dei vichinghi o a una qualche lotta per la fruizione dei loro pescosi mari, gravidi del baccalà di cui sono ghiotti. a parte questo ci sarebbe ancora da battere la bulgaria con una squadra flagellata dalle squalifiche.

 

prima di chiudere un highlight su igor tudor. semplicemente strabiliante la sua prestazione contro la francia. allenatori provenienti da ogni dove si ostinano a schierarlo al centro della difesa e lui li ripaga ogni volta con prestazioni terrificanti. l’altra sera è stato capace di vanificare la buona prestazione della sua squadra con una serie di gesti tecnici di pregevole fattura: un autogol, uno dei suoi indimenticabili retropassaggi suicidi che è fruttato il pareggio della francia e, non pago, un intervento killer che ha rischiato di stroncare carriera e vita sessuale di un compagno di squadra. chapeau.

 

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 19/06/2004 14:11 | commenti (13)

giovedì, giugno 17, 2004

futbol/alcool: euro2004, la guida al beveraggio critico di sad.aft.sex

sadness after sex non dimentica di essere prima di tutto una rivista di servizio e vi propone in omaggio con il numero odierno un’agile guida al beveraggio critico con la quale affrontare le vostre giornate davanti al televisore grondante di immagini calcistiche. l’obiettivo principale che non dovete mai perdere di vista è quello di rinfrescare la vostra gola, gonfiare il vostro ventre, ottundere piacevolmente il vostro cervello e sciacquare le vostre reni senza per questo dissanguare il vostro portafoglio. la birra fresca fa al caso vostro essendo allo stesso tempo il partner ideale del futbol alla tele e un nemico infaticabile della calura estiva. vi consigliamo di lasciar perdere i supermercati griffati, rivolgendovi piuttosto ad hard discount di varia natura in grado di proporre prodotti di infima a qualità a prezzi accessibili a persone di infimo ordine come voi. in realtà quasi tutti i discount della penisola, essendo per lo più di origine mitteleuropea, propongono birre lager in grado di espletare dignitosamente la loro funzione a prezzi piuttosto stracciati. presso la catena “in’s” è reperibile la birra merlin’s, di produzione olandese, disponibile in lattine verdastre da mezzo litro l’una, sormontate dalla blanda imitazione di uno stemma reale che conferiscono al prodotto un’estetica di matrice anglosassone. in realtà si tratta di una lager olandese classica, senza infamia né lode, capace di reggere sulla lunga distanza senza troppi traumi. si registra un drastico calo di euforia, accompagnato al sopraggiungere di una lieve depressione, se accompagnata a una prestazione scialba, irritante e sonnacchiosa di una manica di fotomodelli mancati, miliardari, svogliati, sputacchiatori, malvestiti ma sempre impeccabilmente pettinati e affetti da sindrome di cenerentola allo stadio avanzato. ad ogni modo il prezzo di una singola lattina è di trentacinque centesimi e vi portate a casa una cassa da ventiquattro, quantificabile in dodici litri di prodotto, per circa nove euro. come vedete siamo ben al di sotto dell’unità nel fondamentale rapporto euro/litro. il grado di pisciabilità piuttosto elevato impone un calcolo piuttosto rigoroso dei tempi di ingestione. vi consigliamo di aprire le danze circa un’ora prima della partita, ingoiando il primo litro con un certo anticipo nei confronti del calcio d’inizio, di modo da svuotare i serbatoi durante gli inni nazionali e pianificare l’ingollamento delle prossime lattine in funzione dell’intervallo. il cibo più indicato per un raffinato abbinamento sono le patatine tipo tortillas, reperibili pressoché ovunque, oppure le “teddy bear”, leggendarie patatine a forma di testa di orsetto disponibili però solo nei supermercati “lidl” (se queste ultime cade inevitabilmente la nostra preferenza).

 

la catena rivale “ld” propone invece un’interessante soluzione per i bevitori più abbienti ed ambiziosi, proponendo addirittura in offerta speciale (e limitata nel tempo supponiamo) una mini cassa da dodici lattine carlsberg 33cl al prezzo speciale di 4,99 €. oltre ad essere lo sponsor ufficiale del torneo ed una delle migliori birre della sua categoria vanta anche il singolare primato di essere stata, attenzione, attenzione, la birra preferita di ian curtis (e allora di conseguenza anche la mia). alcuni sono stati spesso costretti a rinunciare all’acquisto a causa dell’elevato costo, ma grazie a questa simpatica soluzione con quattro lattine omaggio è possibile acquistarla per un euro e ventisei al litro e comunque mentre la berrete saprete dove sono andati a finire i vostri soldi.

 

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 17/06/2004 19:00 | commenti (7)

martedì, giugno 15, 2004

futbol/euro2004 (1): sadness after the esordio europeo

sono piuttosto arido di considerazioni sulla partita di ieri. avevo investito cifre considerevoli in birra scadente e patatine modello “tortillas” e sono veramente indignato per il fatto che non sia previsto un risarcimento per il tifoso che si è trovato davanti questo spettacolo immondo, capace di guastare il sapore di una birra già di per sé di qualità non eccelsa. nonostante l’impressionante e imbarazzante mole di prodotti per capelli utilizzata, la nazionale si è guardata bene dall’accendere animi e speranze dei tifosi. comincio a capire, a qualche anno di distanza, il progetto di passerella che cacciò dalla seleccion argentina tutti i calciatori che rifiutavano di tagliarsi i capelli (una vittima illustre fu caniggia, che ora sta lasciando agonizzare la sua carriera in qatar): in effetti, quando l’uso di mousse rinvigorenti e shampi rivitalizzanti diventa ossessione può distrarre fatalmente dal calcio giocato. francamente una partita del genere ce la aspettavamo tutti ma in effetti qualche motivo di ottimismo l’avevo dato i giornali che parlavano di una nazionale così in forma ma così in forma che avevano addirittura dovuto sospendere gli allenamenti per non rischiare di arrivare in finale (??) in calo atletico. mah. trapattoni ha cambiato in corsa smentendo se stesso e dando ragione ai milioni di avventori dei bar sport italiani che consideravano del piero e camoranesi indegni di vestire la maglia. quest’ultimo in particolare con il suo irritante codino avrebbe probabilmente sedotto centinaia di turiste tedesche sulla riviera romagnola nei primi anni ’90, ma sulla fascia destra credo abbia davvero poco da dire. tutti acclamano fiore, che merita di giocare ma in quella posizione starebbe fuori ruolo. cassano potrebbe garantire maggiore vitalità del comatoso del piero eppure anche per lui vale lo stesso discorso. mi piacerebbero delle persone in grado di crossare per la testa di vieri, tipo il fantasmagorico vicente visto in azione contro la russia. adesso va bene che ci siamo spellati le mani tutto l’anno acclamando il genio tattico di un marcello lippi capace di convertire zambrotta in terzino, però mi piacerebbe sapere quale vantaggio si dovrebbe trarre dal fare di una strepitosa ala sinistra un discreto difensore. in nazionale come nel club la soluzione sarebbe quella di avanzare di molto del piero, di un centinaio di metri direi, almeno oltre i fotografi. sono uno di quelli a cui piace pensare che sia lui la causa di tutti i mali del calcio ma magari verrò smentito da una serie di prestazioni straordinarie. per il resto sarei davvero curioso di veder giocare pirlo (anche se non saprei dire dove, come, al posto di chi), farei partire sempre titolare gattuso e darei una chanche a oddo perché non sono un fan di panucci. mi preoccupa davvero tanto la condizione di cannavaro, apparso lentissimo e spesso in ritardo. vederlo lavorare di spalle in area mi ha dato l’impressione di un giocatore a fine carriera anche se sono sicuro che non lo è. vieri ha bisogno di maggiore assistenza ed è difficile giudicarlo per la prestazione di ieri, perché nessuno risente come lui della carenza di gioco (e corradi non mi sembra una valida alternativa perché si muove benissimo ma segna poco e le sua sponde risulterebbero vane in assenza di un compagno d’attacco). avrei portato miccoli e gli inni a gilardino forse non sono solo un tormentone biscardiano.

postato da atrocityexibition | 15/06/2004 23:38 | commenti (8)

come direbbe gianni mura, altre considerazioni:

saez e scolari hanno fatto, con risultati alterni, scelte simili a quelle di trapattoni. si sono affidati alla vecchia guardia quando l’opinione pubblica acclamava i nuovi idoli, salvo vedersi costretti a contraddirsi in corsa. gli ingressi di deco e cristiano ronaldo suonano come bocciature per figo e rui costa (e hanno portato forse a un lievissimo miglioramento) e le sostituzioni di raul e morientes con fernando torres e valeron hanno fruttato una meritata e sudata vittoria contro la russia. la spagna come al solito non dovrebbe avere problemi a passare il turno e si vedrà poi costretta a lottare contro la tradizione avversa, il portogallo mi sembra invece piuttosto impantanato in una serie di carenze di varia natura che scolari (nei mesi scorsi vicino all’esonero) faticherà ad annientare. mi sembra che si possano trarre poche considerazioni da francia-inghilterra. trovo molto scadente il lavoro di eriksson in questi anni ma lo ammiro molto per aver lanciato wayne rooney, incantevole diciassettenne della sponda sfigata di liverpool che ha vestito la maglia di alan shearer con una sbruffonaggine e una spavalderia degne di un fuoriclasse. la bulgaria forse non meritava un risultato così pesante contro una svezia che si candida a gonfiare i nostri flaccidi culoni venerdì prossimo. il mio idolo henrik larsson, che rischiava di non esserci, continua indomito negli anni a dimostrare di essere uno dei più forti (e sfortunati e sottovalutati) giocatori della sua generazione. un altro vecchio leone capace sempre di commuovermi è karel poborsky, che ha guidato la repubblica ceca contro una lituania tignosa, volenterosa, ben organizzata ma ingenua e inesperta che ha pagato carissimi un paio di errori. pavel nedved è ancora piuttosto spento, milan baros avrebbe meritato il linciaggio per un paio di stupidaggini che potevano costare una sconfitta pesantissima ma si è riscattato con un gol e un assist. giusto il risultato di olanda-germania: leggermente meglio quest’ultima, almeno fino a quando van nistelrooy non si è ricordato di essere il più grande centravanti europeo. l’olanda non mi ha convinto per niente, gioca con una sola punta come l’italia ma può contare su ali capaci di crossare a dovere e comunque trarrà giovamento dal ritorno di seedorf. peccato per kluivert, relegato in panchina a pagare le conseguenze di una carriera che sembra entrata in fase terminale (“ormai lo sanno tutti che non segno più”).

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 15/06/2004 23:36 | commenti (5)

sabato, giugno 12, 2004

le guide turistiche di sad.aft.sex: andora

è con un profondo senso di colpa che mi accingo ad accoltellare alle spalle questa località della riviera di ponente che è stata per circa vent’anni una costante delle mie estati. l’altro giorno però mi domandavo che cosa rendesse questo posto così innegabilmente triste e malfunzionante e sono giunto a una conclusione di un certo spessore socio-antropologico. uno sconosciuto che dovesse camminarci in mezzo per la prima volta difficilmente arriverebbe a sperare di incontrare prima o poi il mare. il problema di questo posto è che negli ultimi decenni è stata innalzata una tale quantità di palazzi e case di varie natura da farne un fulgido esempio di quartiere dormitorio per vacanzieri. in preda a questa specie di ossessione architettonica si è provveduto negli anni a costruire un numero sempre maggiore di contenitori per far fronte all’afflusso di un numero sempre maggiore di turisti. personalmente mi lascia l’impressione di una città transitabile, calpestabile ma per niente vivibile, probabilmente perchè i turisti si guardano bene dal vivere e forse ciondolano tra due stasi: quella del sonno, per la quale sono adibiti gli appartamenti, e quella della perdita di coscienza spiaggistica, lo stato comatoso da consumarsi su centinaia di sedie a sdraio coloratissime. non so esattamente quale malsana pulsione spinga la gente a desiderare sempre e comunque di essere confinata e inscatolata, ma questo discreto mare che bagna la città è fronteggiato da una distesa di spiagge il cui accesso è regolato dal pagamento di un affitto (il cui ammontare sfiora quello che paghiamo per il nostro appartamento torinese) e dalla conseguente attribuzione di un minuscolo spazio sul quale dei sempre più sparuti nuclei familiari potranno poggiare il loro campionario chiappistico. la progressiva scomparsa delle spiagge libere in favore di quelle private è un fenomeno particolarmente barbaro e disgustoso che ha sempre trovato sulla riviera ligure un terreno particolarmente fertile. la nostalgia canaglia per le sconfinate spiagge iberiche è un sentimento che di fronte a questo scempio di indebita appropriazione delle coste si fa davvero insostenibile. immergersi nell’acqua e guardare la città dal mare offre lo spettacolo turpe di una schiera di alti palazzi sfregiati da quell’insostenibile estetica palazzinarastica che si impose intorno agli anni ’70. c’è un edificio, uno solo con dentro un paio di negozi, che ricorda una di quelle splendide case basse e colorate che di solito rendono indimenticabili le città di mare (e dove sono finiti tutti gli altri?). per il resto è un’orgia cementizia che tra l’altro trova la sua predominante cromatica in quella serie di ignobili grigi che solitamente alienano le estreme periferie metropolitane. la chiesa parrocchiale, fresca di una ristrutturazione allucinanante che avrebbe richiesto l’immediata scomunica dell’architetto, campeggia nella piazza centrale come un monito contro qualsiasi ideale di serenità e bellezza. la chiusura al traffico di una via centrale e l’apparizione di qualche sporadico negozio esterno alla lobby dei gadget spiaggistici sembrano aver restituito uno scampolo di umanità a questa città container dove proprio non mi riesce di espletare la mia funzione di turista, che consiste nel cercare di vivere normalmente in un luogo definibile come “altrove”. andora è per me un altrove non vivibile, nel quale cerco di respirare aria buona leggendo incessantemente fino a quando non arriva il momento della perdita di conoscenza.

i ristoranti tendono a proporre tutti lo stesso menu, gli stessi prezzi, la stessa atmosfera accalappia crucchi. quello che davvero mi piace fare quando siamo qui è rivolgermi all’entroterra, una specie di luogo montagnoso e inospitale ma incredibilmente affascinante.  qui non viene quasi nessuno all’infuori della gente che ci vive e procedendo verso testico o stellanello, oltre a un paesaggio piacevolmente desolato e malinconico si possono incontrare una serie di ristoranti molto accoglienti e decisamente accessibili a tutte le tasche. le specialità sono quasi tutte a base di carne (un classico di queste parti sembra essere il coniglio alla ligure) e l’impossibilità di mangiare pesce si rivela tutto sommato piacevole, perché non sembra essere comunque parte della tradizione culinaria di questa terra dalla quale il mare sembra lontanissimo. abbiamo testato per voi la trattoria merula, a stellanello, nella quale potrete provare alcuni primi piuttosto caratteristici (troffie al pesto, per esempio), seguiti da una enorme bistecca di angus argentino o vari tipi di carni alla griglia. in questo locale infatti alla tradizione ligure sembra innestarsi quella nordamericana, culminante nelle serate del lunedì sera, che promettono musica country dal vivo (?!) accompagnata da fiumi di birra e tequila (tutto questo nel pub adiacente). pensavo che i migliori vini liguri fossero i bianchi (pigatto e vermentino), ma l’altra sera abbiamo provato un discreto rosso (ormeasco), che sicuramente si abbina meglio al menù a base di carne e che tende ad accostarsi ai vini prodotti nelle vicine vigne del piemonte meridionale.

 

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 12/06/2004 14:31 | commenti (11)

domenica, giugno 06, 2004

||pausa||

stare tutto il giorno sul divano assueffatti al palinsesto di sport italia non mi sembra molto salubre (avrò visto sei volte la sintesi di brasile-argentina 3-1). allora me ne vado qualche giorno al mare, a tentare di placare la mia crisi d'astinenza da spaghetti con le vongole veraci. fino a venerdì sera almeno, dovrete fare senza sadness after sex. cercate di tenerlo vivo voi altri nei commenti. avevo quasi scritto un altro post ma non mi riesce proprio di completarlo, a causa dell'atavica stanchezza che mi affligge dopo una giornata lavorativa paragonabile forse solo a quella di un minatore belga, durante la quale ho sapientamente governato e condotto a termine un pranzo di matrimonio infinito e luculliano di duecentoventi persone, tra le quali segnaliamo alcuni esponenti della cosca dei garella. ci vediamo ragazzi, state bene, non stronzeggiate in mia assenza, non flirtate nei commenti e riprendetevi dalle feste promozione. rock 'n' roll.

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 06/06/2004 23:01 | commenti (9)

dead prez: ronnie reagan

tutto sommato se ne va uno dei ricordi più vividi della mia infanzia di bambino filosovietico. spero di cavarmela rieditando questa citazione che sono andato a ripescare negli archivi di city.

Nel suo cinema c'era un fenomeno di recupero cinematografico, il tentativo impossibile di ripresa del passato, di riformulazione di quello che è stato non vissuto, ma già formulato in precedenza, con un sentimento di deja vu,di deja entendu. C'era questo gioco di specchi, di cui solo lui avrebbe potuto parlare, tra la realtà e la finzione. Come fare, con l'immagine, a "restituire" la realtà, quando l'unica realtà esistente è virtuale? Mi ricordo che all'epoca dell'attentato contro Reagan, quando Eustache viveva recluso, mi ha fatto vedere la registrazione che ne aveva fatto: Reagan viene colpito e cade, la sua guardia del corpo si tuffa e si dimentica di proteggerlo, ma alla fine Reagan, no, non è morto! Subito dopo mi ha fatto vedere un estratto di un vecchio film dove Reagan recita il ruolo di un cow-boy che è, nella finzione, ucciso. Il suo cadavere è disteso a terra, e i cow boys, con i cappelli sul petto, gli rendono omaggio: "He was a MAN!". Eustache mi dice: "Allora, dov'è più morto? In un film dov'è ucciso per finta e morto per davvero, o nell'altro, dov'è ucciso per davvero ma continua a vivere?"

Jean-Noel Picq parla di Jean Eustache in un'intervista pubblicata nel numero speciale dei Cahiers du Cinema n°523 (1998)

 

postato da atrocityexibition | 06/06/2004 22:07 | commenti (1)

martedì, giugno 01, 2004

sad.aft.sex greatest hits vol. 1 (12): filmstar

eccovi l’inedito che vi avevo promesso. cerco di farla breve con l’introduzione. siamo dalle parti di lisbona, febbraio 2002 credo. è a tutti gli effetti il mio primo post (e probabilmente il migliore di tutti, se mi permettete) solo che all’epoca non avevo un blog e lo mandai in forma di newsletter ai miei amici lontani. molti non arrivarono alla fine, ma quelli che lo fecero lo considerano un po’ “la ricerca del tempo perduto” della letteratura erasmus. è stato scritto molto velocemente dall’aula internet dell’universidade nova di lisboa, per questo magari alcuni passaggi sono incasinati. mi sono permesso di elidere una bestemmia, frutto del tono estremamente confidenziale. quando trovate gli asterischi sapete con cosa sostituirli. ciao. s.

 

allora, ieri alla fine abbiamo preso e siamo andati in questa palestra vicino a Principe Real (quando ho telefonato all'agenzia per chiedere dov'e' che giravano mi hanno detto "vicino a Principe Real", ma 'sti gran cazzi, comunque l'abbiamo trovato il posto) per fare questa cosa delle comparse in questo film per il quale ci davano queste ottanta carte. da registrarsi la defezione di Rob,per motivi che spieghero' piu' avanti, alla fine ci siamo presentati in un groppuscolo multirazziale formato da me, Simon (francese/simpatico, urge il suo trasferimento coatto in uno stato piu' degno) e Juan
(ispanico/argentino/israelita con un cognome in bilico tra il russo e il polacco). Ci viene subito somministrata un'ora di attesa ingiustificata conforme alle vigenti leggi portoghesi, poi arriva un ciccione portoghese con una maglietta dei Body Count tutta bucherellata (***** ***, ma ve li ricordate i body count???andreste in giro con una maglietta dei body count?) e si prende Juan, che e' stato scelto come comparsa speciale e fara' la parte di un soldato russo. lui a differenza di tutti noi (che ne so, cento persone?) ha diritto a vestire degli abiti, perche' infatti il solito ciccione body count ci chiede se ci siamo portati qualcosa da mettere in attesa di spogliarci per girare, perche' infatti e' ormai ufficiale che reciteremo completamente nudi, perche' non abbiamo nemmeno diritto ai vestiti sgualciti da deportato che ci erano stati promessi, che sono stati destinati alle ragazze piu' timide. Alla fine i timori di Rob si erano quindi rivelati fondati. Ci portano in questa palestra tutti seduti in mezzo, seminudi, ci e' stato proibito di indossare le calze e le scarpe, aspettiamo, ci corichiamo tutti al centro e facciamo le prove, il ciccione e un altro coglionazzo mangiacrauti con un cappello da cowboy ci dispongono alla cazzo di cane fingendo di avere un progetto di messa
in scena molto definito, quando e' palese che il cinema e' tanto costoso solo perche' bisogna stipendiare delle mezze seghe senza nessun ruolo definito sul set come questi due. Juan e' vestito a meta' tra un ussaro e uno dell'armata rossa, e se ne sta da un altra parte, alla fine una delle decine di inutili mezzesesghe che si sono aggiunte mi porta via Simon, e rimango solo come un povero stronzo in mezzo a un groviglio di corpi, soprattutto un vecchio con un tuta sintetica che manda un odore insopportabile e un bambino che mi tiene in faccia delle ciabatte che mandano un odore anche meno sopportabile. restiamo li un sacco di tempo, in tanto il set si riempie di elettricisti, cazzoni, fotografi, segretarie di edizione, la direttrice della fotografia e' una vecchia mangiacrauti, nessuno mi caga, tutti dicono a tutti in che posizione mettersi, ma io rimango li' e mi scelgo la posizione che voglio, ogni tanto arriva body count a dirmi di tenere giu' le gambe come se stessimo per girare da un momento all'altro. quando ci dicono che possiamo toglierci i vestiti e' una specie di sollievo perche' alla fine sono rimasto piu' di un'ora con addosso solo il mio vecchio giubbotto di velluto marrone e un paio di boxer grigi, immagino che lo spettacolo non fosse proprio da urlo. rimango li' con il birillo di fuori per un po', sollevato dalla scomparsa della tuta puzzolente del
vecchio che sfoggia un fisico da vomito. dopo un po' non e' nemmeno imabarazzante. quando mi giro in mezzo a questa massa informe di carni la roba che mi ha turbato di piu' e' stata sicuramente questa ragazza nera incinta, molto bella, che pero' sfoggiava due capezzoli enormi, talmente grandi che non vi potete nemmeno immaginare, e io francamente non avrei mai creduto che potessero esistere capezzoli tanto grandi. per il resto compaiono birilli di varie dimensioni e le ragazze che non hanno avuto diritto alla divisa sembrano tutte piuttosto in forma. io pero' sono in prima fila, davanti alla camera, e mi girano un po' le palle per avere tutta la troupe di fronte, che praticamente il primo oggetto che gli compare davanti agli occhi siamo proprio io e le mie vergogne. ogni tanto mi giro perche' il pavimento e' piuttosto duro, anche per dare un panorama globale alla fotografa di scena che pero' non mi caga per niente e non mi fotografa mai. Werner Schroeter appare, tristemente, un tamarro della prima ora. vedere un crauto di sessant'anni, tutto rosso in faccia, che se ne va in giro con la coda di cavallo lungo fino al culo, il chiodo e gli stivali da motociclista e' una roba che ti fa risorgere un certo istinto repressivo. Comunque una signora piuttosto carina di nome Fatima mi cosparge di farina il corpo e le gambe, cercando di soffiarne un po' anche sul birillo. poi una tipa cinese che poi ho scoperto essere la schiava di isabelle huppert mi cosparge di una roba grigia, credo amianto in polvere.quando incominciamo a girare sono ridotto praticamente a una
merda ormai, nudo sul pavimento tutto ricoperto di schifezze. Mi aspettavo di essere circonciso, ma pare che Werner Schoeter non sia uno di quelli iperrealisti, e crede che possiamo esprimere sufficiente ebreitudine con i nostri birilli intatti. a un certo punto mi accorgo che di fianco a noi appare una sosia di Ilona Staller (effetto della schifosa tinta biondo platino) che veste una ridicola uniforme da ufficiale russo (ma ormai ci eravamo accorti che il buon gusto e il senso estetico di Schroeter erano inferiori a quelli del coreografo dei programmi di Pippo Franco), avanza e si
staglia sui nostri corpi come un paracarro, perche' scopro con orrore che isabelle huppert e' terribilmente bassa, e anche terribilmente stronza, perche' per tutto il tempo non fa che maltrattare la sua schiavetta cinese chiedendo valanghe di kleenex per asciugarsi il naso. la scena e' corta, lei urla come una disperata, io non riesco a sembrare morto perche' il mio corpo e' scosso da violenti tremori, dovuti al clima ormai glaciale della sala, poi non riesco a non respirare perche' dopo 10 secondi mi manca il fiato. ripetiamo la scena per non lo so quante cazzo di volte, mi viene proibito di pisciare e di fumare, anche mentre spostano la macchina per cambiare piano, che e'
una roba che ci va un casino di tempo, e sto crepando di freddo e Simon e Juan sono lontani e per tre ore non parlo con nessuno e bestemmio a bassa voce tutto il tempo. A un certo punto fatima mi da una giacchettina dei campi di concentramento che prima stava usando per coprire un bambino che suppongo nel frattempo sia morto, la indosso 20 secondi e poi un cazzone dice che possiamo andare. beh, fanculo, piscio per un quarto d'ora e mangio una mela offerta dalla produzione.cerchiamo di farci dare dai soldi da qualcuno, ma ci dicono di telefonare. alla fine sono contento che abbiamo finito e sono anche contento perche' so di aver subito piu' o meno le piu' basse umiliazioni che il cinema potesse offrirmi, quindi adesso immagino che potrebbe soltanto cominciare una risalita. cazzo, quando incomincio a scrivere stronzate mi rendo conto che divento inarrestabile. chiaro che vi saluto tutti caramente, soprattutto quelli che sono arrivati fino a questo punto, spero di vedervi presto, state bene, fatevi sentire, rock'n'roll.

 







postato da atrocityexibition | 01/06/2004 22:00 | commenti (18)



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