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mercoledì, luglio 28, 2004
the sad.aft.sex useful guide to summertime drinkin' (1) dedicato a bop e a tutti coloro che osservando il ritiro estivo della propria squadra del cuore si sono improvvisamente accorti di avere bisogno di qualcosa di forte. (un giorno, quando saremo ricoverati in una clinica distrutti dall'alcol, presenteremo il conto ai vari yanagisawa, legrottaglie e compagnia...) sad.aft.sex presents "el mierda" buona serata. atroC.T.X.Z.B.tion postato da atrocityexibition |
28/07/2004 18:57 | commenti (16)
domenica, luglio 25, 2004
le guide turistiche di sad.aft.sex: il veneto vol. II (contains “the truth about margherita f.”) ennesima reunion in terra veneta per la coppia più temuta dai pescatori del portogallo meridionale, questa volta in occasione della concomitante e gloriosa chiusura delle reciproche interminabili carriere universitarie. urgono festeggiamenti e la cosa migliore da fare ci è sembrata parassitare una festa di laurea altrui, non potendo più disporre delle nostre (grazie ancora a nicola, del quale possedevo mai sopite memorie lusitane). trattasi di una roba di grande classe, di quelle dove solitamente vengo selezionato per restare fuori a causa della mia nota propensione a saccheggiare buffet aperitivi e a sfiancare camerieri chiedendo insistentemente che mi sia erogato altro prosecco. pochi secondi dopo aver sentito pronunciare la formula magica “open bar” la nostra inedita line-up a cinque elementi si è dedicata alla sistematica ingestione delle bevande più disparate per un valore commerciale stimabile intorno ai settecento euro. ovviamente non riesco a resistere all’impulso di creare un nuovo cocktail, prontamente battezzato “el mierda”, del quale avrete presto una ricetta. sopravviviamo in tre, io, fede “manzarek” manzardo e la sua consorte elisa, che dietro all’apparenza angelica nasconde una propensione alla baldoria che avrebbe fatto invidia al keith moon dei tempi migliori. inserite tre elementi di questo calibro in una nissan micra con i creedence in heavy rotation e intuirete presto cosa è stato delle nostra domenica no-alcol (e anche di tutte le altre successive cinque giornate no-alcol). lunedì i tempi sono maturi per l’incontro con margherita f., sedicenn(t)e blogger vicentina tenutaria del talento letterario che ogni indieblogger che si rispetti avrebbe voluto possedere ai tempi del liceo. infuriano tutt’ora dibattiti sulla sua vera identità. siamo sicuri che abbia davvero sedicianni? siamo sicuri che sia davvero un’adolescente introversa? perché allora lei scrive bene e noi che abbiamo quasi il doppio dei suoi anni facciamo fatica a mettere insieme un soggetto-verbo-predicato? non sarà una clamorosa operazione editoriale? sadness after sex vi svela la verità. nonostante abbia cercato di ringiovanirsi indossando una maglietta con su scritto “è qui la festa?” e un cappellino da baseball girato all’incontrario non è riuscita a ingannare il blogger più astuto del norditalia. quella che cerca di farsi passare per una timida liceale infatuata di morrissey è in realtà un operaio metalmeccanico cinquantaduenne di Schio che ha biecamente cercato di stupire le platee con la sua identità posticcia. potete dunque tranquillamente tornare a scrivere male senza per questo sentirvi stupidi o inadeguati. martedì Bassano, la santiago de compostela di ogni beone che si rispetti (dio abbia in gloria la famiglia nardini). il giorno seguente una Padova tropicale mi offre compilation psycobilly a basso costo e gustosi aperitivi mattutini in piazza delle erbe. recupero alcune funzioni vitali primarie e una volta ricomposto il power trio degli esordi approdiamo alla trattoria “rampon”, altro santuario dell’enogastronomia veneta con vista sulle colline del vicentino. bigoli al sugo d’anatra e un filetto al pepe delle dimensioni del molise decretano ufficialmente la fine del mio vegetarianesimo. i filetti occupano le nostre casse toraciche nella loro interezza e per annientarlo ci vediamo costretti a ricorrere all’ingestione smodata di un distillato alla prugna noto appunto come “il prugna”. la cena di chiusura vede lo scaraffamento di un prezioso magnum di rosso di gran classe avuto in regalo da fede per la laurea, spinto giù per le viscere da altro “prugna”, di cui i miei commensali sono consumatori abituali e per il quale io ho ormai sviluppato un’elevata dipendenza. trasuderò tutto in un terrificante viaggio di ritorno sotto un sole texano, durante il quale sviluppo sulla superficie del mio corpo una simpatica patina che mi viene prontamente raschiata via e imbottigliata come digestivo della casa presso una trattoria di Dueville. se vivessi qui in compagnia di tutti i simpatici personaggi che ho incontrato sarei probabilmente già morto da tempo, ma dosando sapientemente le mie sporadiche puntate posso tranquillamente eleggere il veneto a mio personale paradiso terrestre (anche se qualche giovane blogger locale non sarà d’accordo. ciao margherita, a parte le stronzate spero di rivederti presto!). attenzione perché potrei avere un paio di cose da aggiungere in forma di bonus tracks (tra le quali troverete l’ormai ambitissima formula de “el mierda”). alla prossima, divertitevi, rock ‘n’ roll. atroC.T.X.Z.B.tion postato da atrocityexibition |
25/07/2004 21:02 | commenti (13)
sabato, luglio 24, 2004
ehi brutti stronzi, sono tornato. porto in dote dal nord-est il primo terrificante disco dei cramps insieme a un'altra tonnellata di prodotti musicali e gastronomici di varia natura, una dissenteria causata dalla sconsiderata ingestione di distillato alla prugna e una serie di aneddoti e scottanti rivelazioni che costituiranno il resoconto del mio viaggio, per il momento bloccato allo stadio cerebrale ma pronto per essere trasformato in guida turistica del veneto vol. II nel giro di max. 48 ore. scommetto che questa settimana non avete fatto altro che stronzeggiare stancamente per i blog altrui sospirando malinconicamente per l'assenza del vostro idolo, ma sono qui per mettere fine alla vostra agonia. a presto. atroC.T.X.Z.B.tion postato da atrocityexibition |
24/07/2004 13:20 | commenti (6)
sabato, luglio 17, 2004
||pausa?|| mi accingo domani ad affrontare la mia consueta traversata attraverso l'italia del nord, per approdare nelle operose terre del nord-est, regioni nelle quali pare che io sia ormai divenuto una leggenda vivente, dopo che nell'ultima settimana tutti i più acclamati gestori di bar e caffetterie hanno smesso di produrre il tradizionale aperitivo noto con il nome di spritz per sostituirlo con il ben più deleterio, frizzante e giovanile raw power. in realtà sarò di ritorno nel giro di una settimana e a dirla proprio tutta sforzandomi minimamente potrei anche aggiornare sadness after sex piuttosto agevolmente ma non sono del tutto sicuro che avrò la voglia e la lucidità mentale per farlo, quindi vi lascio una settimana di licenza premio. ci sentiamo presto, divertitevi. atroC.T.X.Z.B.tion postato da atrocityexibition |
17/07/2004 00:20 | commenti (11)
mercoledì, luglio 14, 2004
the sad.aft.sex smart guide to summertime reading (1) essendo sadness after sex fortemente interessata al controllo delle vostre menti anche nell’imminente stagione luddistico/ombrellonistica, non potendo obbligarvi a restare a casa davanti al pc in attesa dei nostri aggiornamenti abbiamo deciso di infilarci nei vostri zainetti e valigie samsonite sotto forma di una serie di agili volumi che speriamo avrete premura di leggere (o di non leggere, nel caso noi ve lo sconsigliassimo) durante le vostre disgustose sessioni di incancrenimento epidermico da sovraesposizione ai raggi u.v.a. osvaldo soriano: artisti, pazzi e criminali (1996, einaudi tascabili, torino, € 7,20. tit. or. “aritsta, locos y criminales”, 1983) quella che a una prima occhiata potrebbe sembrare una semplice raccolta di vecchi scritti e b-sides di vario genere è in realtà parte integrante di un’operazione bibliografica curata dallo stesso soriano, volta a ricomporre e riordinare parte delle sue pubblicazioni, costantemente in bilico tra il giornalismo e la narrativa. “artisti, pazzi e criminali” raggruppa una serie di articoli e racconti risalenti al periodo in cui l’autore scriveva per “La Opiniòn”, quotidiano argentino diretto da jacobo timerman che “fu, nei suoi anni migliori, un quotidiano di lusso per un’élite di professionisti o intellettuali liberali o di sinistra” (dalla prefazione dell’autore), prima che l’avvento dell’ennesima feroce dittatura portasse alla sistematica epurazione dei membri della redazione ostili al regime (e alcuni degli articoli raccontano proprio alcuni momenti della tragica vicenda politica argentina). questi scritti finiscono per essere tessere indimenticabili del mosaico che costituisce l’immaginario di soriano, popolato da una schiera di uomini straordinari e perdenti e dalle loro vite polverose, esistenze che hanno conosciuto scampoli di gloria prima di ricadere nell’anonimato, nella povertà, in una vecchiaia stanca e solitaria. “Laurel e Hardy, l’errore di far ridere” è un commosso omaggio alle due star decadute del cinema muto che servirà da base per la scrittura di “triste, solitario y final”, il romanzo che ridarà la vita ad alcune delle più celebri icone del cinema e della letteratura nordamericane. altri personaggi provengono direttamente dalla cronaca sportiva e raccontano in prima persona l’amarezza per una carriera macchiata dalla corruzione e dall’avidità dei potenti (come nel caso di obdulio varela- di cui abbiamo già parlato- o di francisco xarau e juan giannella, fondatori dimenticati del glorioso san lorenzo de almagro), oppure vengono ritratti in tutta la disperazione e lo squallore che ha contraddistinto la fine di molte carriere pugilistiche (josé marìa gatica e sonny liston, che diventerà anche un personaggio di james ellroy). i personaggi ritratti dalla penna di soriano hanno incarnato per qualche momento il sogno della gente comune, hanno avuto in destino il potere di catalizzare l’attenzione delle folle, di averle intrattenute con le loro imprese artistiche (l’attore mario soffici, il pianista di tango lucio demare), sportive o criminali (il proto serial killer robledo puch). sono stati la materia vivente dell’evasione di intere nazioni, l’incarnazione della gloria, di mondi fantastici che li hanno sedotti e abbandonati. se il compito del giornalista è stato quello di trasformare in cronaca le loro vite nel momento del successo, l’opera di soriano si prepone anche di archiviare le cronache del passato, di ascoltare e scrivere le vite di queste persone comuni che hanno ormai smesso i panni degli eroi, per poi cercare di sottrarle alla dimenticanza destinata a coloro che non hanno saputo perpetrare la propria fama, sforzandosi di restituire a questo pugno di biografie scampoli della poesia che hanno perduto vivendo. atroC.T.X.Z.B.tion postato da atrocityexibition |
14/07/2004 19:04 | commenti (3)
domenica, luglio 11, 2004
degustazione sensoriale: the stooges live è probabilmente il ronzio cerebrale post concerto più piacevole che mi ricordi, più o meno come se ron asheton avesse infilato direttamente il jack dentro il mio cervello incidendomi sulla corteccia questo fischio che mi impedisce di pensare serenamente, condannandomi per il resto della vita a non provare più alcun piacere dall’ascolto di nulla che non sia funhouse. quando è partita loose ho voluto dimenticarmi del fatto che mi trovassi a tre metri dall’iguana per distogliere lo sguardo dal palco e vedere una roba che dovevo assolutamente vedere, cioè una persona terribilmente vicina al punto di suicidarsi per la gioia, mentre ridisegnava le gerarchie della volta celeste con una serie di blasfemie appositamente studiate per l’evento. con una partenza del tipo loose/1969/down on the street si poteva anche prendere la via di casa soddisfatti, ma il pesante stato d’ipnosi coniugata al desiderio di sudare via tutto fino all’ultima goccia e urlare scalciando e sgomitando in attesa del trittico delle meraviglie t.v. eye/dirt/1970 sono stati ragioni sufficienti per restare. mi ero ripromesso di cercare di restare in vita però a un certo punto una larva umana con moicano fosforescente ha deciso di trascinarmi con sé alla ricerca di una sgradevole morte per calpestamento. a fine concerto qualcuno millanterà di avermi salvato la vita, ma essendo che io l’ho fatto desistere dall’acquistare una maglietta orripilante di iggy pop direi che siamo praticamente pari. stavo pensando che mentre l’iguana ieri sera esibiva pelo pubico agitandosi e dimenandosi come un adolescente, uno dei suoi più rinomati compagni di viaggio è chiuso in una clinica con il cuore devastato da un infarto (pronta guarigione al duca). ron asheton, nonostante nel corso degli anni abbia assunto le sembianze di john goodman, continua pacatamente a regnare sovrano tramortendo la folla con le esplosioni provenienti dal muro di marshall alle sua spalle. mi ha dato una gran gioia sapere che l’uomo al sax tenore era steven mackay in carne ed ossa, colui che con il suo ingresso all’interno di 1970 ha definitivamente deviato la storia del rock n’ roll fuori dai binari della sanità mentale. in occasione del concerto, in città e sotto il palco avveniva l’incontro tra alcune delle più lucide e autorevoli menti della blogsfera, un glorioso raduno spontaneo innaffiato da litri di raw power, il glorioso long drink dal caratteristico colore sanguinolento e l’inconfondibile sapore di miscela per motorino brevettato per l’occasione. la terra sabauda ha iniziato a tremare venerdì sera con una serie di bellicosi sms di benty che annunciava il suo arrivo con frasi (poi rivelatesi incredibilmente profetiche) del tipo “ritardo di due ore. arrivo, ti chiamo e inizia un’ubriacatura sistematica”. sabato mattina non facciamo in tempo a elaborare la risacca del giorno prima che citofona bop. vedendolo arrivare l’istinto è quello di tramortirlo per rubargli anfibi, maglietta degli stooges e occhiali da sole per poi assumerne l’identità, ma lui è troppo lesto nell’infilarci in gola una bottiglia di vino aromatizzato alle mandorle rispendendoci in pochi minuti nel consueto stato di incoscienza e inoffensività. piacevoli sorprese sono state poi gli arrivi di pulsatilla, che prima d’ora avevo visto solo alla tele, e maxcar, che si è improvvisato mio concittadino per portare a termine un master in incasinamento delle cose semplici e umiliazione di neolaureati in discipline umanistiche attraverso lo sfoggio di un’invidiabile competenza in cose di cui questi ultimi ignoravamo addirittura l’esistenza. ode e gloria eterna ad enzop, il joe t. vannelli degli indiebloggers sabaudi, che è stato in grado di condurmi ai bordi della commozione donandomi la maglietta xiu xiu for life che desideravo tanto. alla prossima, spero ardentemente di potervi rivedere presto e più a lungo. atroC.T.X.Z.B.tion postato da atrocityexibition |
11/07/2004 20:29 | commenti (19)
mercoledì, luglio 07, 2004
graduation vibes (2): appendice fotografica postato da atrocityexibition |
07/07/2004 20:09 | commenti (13)
lunedì, luglio 05, 2004
euro 2004: l’ombra lunga di obdulio varela non vorrei parlare troppo del come questi europei siano stati una specie di dolorosissimo e tutto sommato piacevole rito purificatorio per un calcio europeo ormai impantanato in un limbo di squallido mercenarismo e insopportabile fighetteria, con decine di sponsor tecnici che si sono trasformati in papponi dei campioni più quotati, salvo poi mordersi gli intestini per aver puntato somme considerevoli sui cavalli sbagliati (in genere scalcinati ronzini per i quali la soglia del viale del tramonto è preoccupantemente scesa ai 30 anni). per quanto riguarda la grecia di rehhagel (davvero conturbante quella doppia h) lascerei un attimo di parte il discorso sul difensivismo per porre piuttosto l’accento sul fatto che ha vinto l’europeo giocando un calcio senz’altro anestetizzante, che però è il frutto di un gioco in cui la percentuale di errore in ogni zona del campo è stata vicino allo zero, tanto da farla sembrare in certi momenti una squadra quasi imbattibile, supportata, oltre che da grandi dosi di umiltà, da una concentrazione e da una determinazione ammirevoli. per il resto è bastato avere un centravanti che buttasse dentro la palla di testa, cosa che per esempio nella nazionale italiana si è dimostrata essere una folle utopia. anche in quella portoghese, per una specie di beffa del destino che ha voluto che la squadra dotata dei più grandi crossatori del mondo non possedesse neanche l’ombra di un uomo capace di mettere a frutto tutto quel ben di dio (e comunque helder postiga e nuno gomes avrebbero meritato qualche chanche in più, soprattutto visti gli evidenti limiti del povero pauleta). è stato piuttosto triste e doloroso vedere repubblica ceca e portogallo scalciare a vuoto nella morsa di questa macchina annichilitrice di bel calcio ma la grecia è arrivata alla vittoria finale eliminando tutte le squadre migliori e senza rubare niente, di conseguenza mi guarderei bene dallo sminuire i suoi meriti.
adesso vorrei invece travestirmi da speraben per lanciarmi in un parallelismo tra calcio e letteratura. il gol di charisteas a riportato a galla nelle mente di molti la finale mondiale del ’50 a rio de janeiro, dove in un maracanà fresco d’inaugurazione, gremito all’inverosimile, uno screditato uruguay sottrasse la coppa rimet ai padroni di casa davanti al loro pubblico pronto per una festa indimenticabile. il trascinatore di quella squadra fu obdulio varela, “il re del centrocampo” omaggiato da osvaldo soriano in uno dei suoi scritti più belli (non mi stancherò mai di rileggerlo), apparso sia sull’indispensabile “futbòl” che su “artisti, pazzi e criminali”. in questo breve ritratto di un grande calciatore amareggiato personalmente trovo riposte tutte le contraddizioni della mia passione per il calcio, qualcosa che credo abbia a che fare con l’amore per una cosa sporca che però certi uomini sanno trasformare in una specie di poesia polverosa, rude, fisica, in grado di toccare comunque alcune delle corde più profonde dell’animo umano. “Quella sera sono andato col mio massaggiatore a fare un giro nei locali per berci qualche birra e siamo capitati in quello di un amico. Non avevamo neanche un cruzeiro e ci siamo ficcati in un angolo a bere e di lì guardavamo la gente. Tutti stavano piangendo. Sembra una bugia; la gente aveva le lacrime agli occhi. D’improvviso vedo entrare un tipo grande e grosso che sembrava disperato. Piangeva come un bambino e diceva: “Obdulio ci ha fottuti”, e piangeva sempre di più. Io lo guardavo e mi faceva pena. Loro avevano preparato il carnevale più grosso del mondo per quella sera e se l’erano rovinato. A sentire quel tizio gliel’avevo rovinato io. Mi sentivo male. Mi sono accorto che ero amareggiato quanto lui. Sarebbe stato bello vedere quel carnevale, vedere come la gente se la spassava con una cosa così semplice. Noi avevamo rovinato tutto e non avevamo ottenuto niente. Avevamo un titolo, ma cosa importava in confronto a tutta quella tristezza? Ho pensato all’Uruguay. Là la gente doveva essere felice. Ma io ero lì, a Rio de Janeiro, in mezzo a tutte quelle persone sconsolate. Mi sono ricordato del mio odio quando ci avevano segnato il gol, della mia rabbia, che adesso non era più mia ma mi faceva male lo stesso”. Osvaldo Soriano, Obdulio Varela. Il riposo del re del centrocampo, in “Artisti, pazzi e criminali” (ed. it. Einaudi Tascabili, Torino, 1996) postato da atrocityexibition |
05/07/2004 19:26 | commenti (13)
giovedì, luglio 01, 2004
this motherufcking world (17): graduation vibes oggi lasciatemi perdere perché mi girano le palle, me ne starò in silenzio a gongolarmi in questo stadio larvale e subumano in cui mi ha abbandonato quella commissione di laurea dopo essersi amabilmente prostrata di fronte al mio lavoro. soffro di una delle più cocenti risacche psichiche della mia carriera di patetico beone e ho la netta sensazione che questo sia solo l’ingresso di un tunnel di sconforto che incupirà la mia vita nei prossimi mesi. per quanto riguarda la mia prima giornata da disoccupato ufficiale ho scelto di impiegarla sfoggiando gli incredibili doni ricevuti ieri, come un magnaccia di infimo livello. ci sono una terrificante maglietta con sopra una foto di jean eustache che si avvicina pericolosamente a quello che di più prezioso mi sia mai capitato tra le mani (seconda solo alla persona che me l’ha donata), una bicicletta sportiva sulla quale conto di ritornare a forgiare gli invidiabili polpacci che avevo al liceo, cuffie wireless (d’ora in avanti indispensabili), il primo lettore cd portatile della mia vita, la fotografia di un fotogramma di vicino al mare più azzurro di boris barnet (il mare più bello della storia del cinema, grazie GG), una bottiglia di jack daniel’s (un abbraccio e buon viaggio, ta), una bottiglia di pampero aniversario fasciato da un sensuale portabottiglie in pelle, una cartina stradale della francia (mi ci tufferei volentieri in mezzo a quelle strade), il portasigarette argentato donatomi dall’università di torino, un sorprendente doppio vinile intitolato dub narcotic di un gruppo chiamato selector. per il resto ho iniziato a sperperare i soldi delle buste delle mie nonne in dischi usati, invece di fare cassa per affrontare il rigido inverno di estrema indigenza che mi attende, scolato minibottigliette di aperitivi analcolici (il principe dei rimedi del doposbronza), bestemmiato senza motivo, ascoltato i creedence cleerwater revival, pensato a cosa stracazzo mi resta da fare prima della prossima massiccia bevuta (domani sera). progetti per il futuro: cercare di convincere qualcuno a darmi ingenti somme di denaro senza per questo spaccarmi le palle, infastidirmi, chiedermi di fare qualcosa, avanzare pretese assurde, chiedere qualcosa in cambio. intendo assumere uno stile di vita talmente principesco da fare invidia a un rapper, quindi occorre che ci si inventi qualcosa in fretta. questa mattina mi sono svegliato con la netta sensazione che la mia esistenza a partire da oggi si trasformerà lentamente in qualcosa di squallido, quindi lasciatemi perdere perché non intendo parlare con nessuno, e soprattutto non intendo parlare con te che stai leggendo queste righe con quello stronzissimo sorriso ebete disegnato in faccia, che te lo cancellerei volentieri con una scarica di calci talmente ben assestati da frantumarti ogni singolo osso della faccia per poi ridisegnarti sopra un’espressione intelligente. vi odio. X.Z.B.tion dott. atroC.T. postato da atrocityexibition |
01/07/2004 18:50 | commenti (12)
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