martedì, agosto 31, 2004

l’autorevole guida di sad.aft.sex alla narrativa inglese contemporanea (1): john king- human punk

 

edito in italia da guanda a quattro anni di distanza dall’uscita, human punk è il romanzo che nella bibliografia di john king segue la celebre trilogia del football (fedeli alla tribù, cacciatori di teste, fuori casa, tre grandi classici della letteratura europea contemporanea). human punk si pone fondamentalmente su una linea di continuità con i suoi predecessori, procedendo indietro nel tempo fino al finire degli anni ’70 ma proseguendo nell’esplorazione dei conflitti e delle sottoculture che animano il proletariato inglese dei sobborghi attraverso le vicende dei suoi eroi della classe operaia, fotografati nel corso degli ultimi tre decenni. la vicenda, che trova molti punti di contatto con l’ottimo colla di irvine welsh (2001), è quella di joe e del suo gruppo di amici, adolescenti nel sobborgo industriale di slough nel momento in cui esplode il punk rock a fare da veicolo alla loro rabbia. human punk offre una preziosissima cronaca dell’impatto avuto da quei suoni sulle vite dei ragazzi che affollavano i concerti di sex pistols, clash, chelsea, slaughter and the dogs, x-ray spex, vibrators, jam, delle lotta per la sopravvivenza lungo le strade violentissime di una nazione allo stremo, dove le reciproche spedizione punitive tra punk rockers e soul boys echeggiano da lontano quelle tra mods e rockers del decennio precedente, nel momento in cui “l’inghilterra trasferiva i conflitti sociali sulle sua piste da ballo”. king ambienta la prima parte del romanzo in bilico tra le campagne dove joe raccoglie ciliegie dopo la scuola sognando per sé una lavoro decente e un’esistenza dignitosa, e i pub rumorosi, sporchi, sempre sull’orlo dell’esplosione, dove il suo gruppo di amici diventa protagonista e osservatore di un radicale cambiamento dei suoni e dei costumi, ingoiando a fatica litri di sidro e lager, eleggendo lo speed a droga punk per eccellenza, cercando di districarsi tra le botte, le trasferte a londra su un’auto rubata, gli echi della politica e le pulsioni sessuali che procedono di pari passo con i mutamenti nell’abbigliamento seguiti all’esplosione del punk. una stagione destinata a lasciare un segno indelebile negli anni a venire, mentre la vicenda si trasferisce alla fine del decennio successivo, lungo la ferrovia transiberiana che sarà il veicolo per un doloroso ritorno alla madre patria, anticamera di un’età adulta scossa dagli stessi suoni di un tempo e da rancori mai sopiti.

 

condivido la scelta di affidare la traduzione ancora una volta a massimo bocchiola, come al solito ottimo interprete della lingua di king, alla prese con un compito incredibilmente arduo dal momento che la grandezza di king è proprio quella di aver saputo traslocare nei suoi romanzi tutta la potenza e la cruda espressività della lingua parlata lungo le strade che ospitano le sue storie. difficile per esempio trovare vocaboli in grado di conservare l’impatto di vocaboli ricorrenti come cunt o scum, di una serie di parole o neologismi banditi dall’inglese ufficiale (ora che la più celebre delle four letter words sembra non provocare più nessuno scandalo) o coniati espressamente per le strade da esigenze espressive di una qualche sub cultura. le versioni originali (forse davvero imprescindibili nel caso di king, magari dopo previa lettura italiana) sono pubblicate da vintage a prezzi tutto sommato abbordabili (fondamentale la trilogia del football in un volume unico). lascio qui un frammento di human punk, sperando di spingervi dentro le sue pagine.

 

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 31/08/2004 15:20 | commenti (16)

lunedì, agosto 16, 2004

||pausa||
mi vedo costretto ad abbandonare la mia postazione, ci risentiamo sul finire di agosto, ciao a tutti, rock 'n' roll.

atroC.T.X.Z.B.tion


postato da atrocityexibition | 16/08/2004 22:21 | commenti (11)

mercoledì, agosto 11, 2004

futbol: l’eterna lotta tra il bene e i mangiamerluzzo

quest’anno la champions league richiede un paio di turni di petting e le tifoseria si mobilita in massa per uno dei rarissimi eventi di questa triste estate torinese. la dirigenza non immaginava, metà delle biglietterie sono chiuse, morale della favola al calcio d’inizio siamo ancora immersi in una coda statica e interminabile, senza la prospettiva di avere il nostro biglietto prima dell’intervallo. si procede al ritmo di una bestemmia al secondo ma quando dio decide anche di riversare un diluvio sulle nostre povere teste di cazzo tocca incrementare la produzione. quando qualcuno urla “minchia forse fanno entrare gratis!” intravediamo la solita terribile morte per calpestamento, già miracolosamente scampata al concerto degli stooges. non solo sopravviviamo ma entriamo pure gratis e ci riconciliamo con tutte le divinità delle volta celeste (soldi del biglietto prontamente reinvestiti nei due dischi solisti di gram parsons). ci sistemiamo di fianco al settore degli ospiti, gravido di striscioni inneggianti all’infame 2-2 e stipato di energumeni gonfi di birra che si distinguono per alcuni fitti lanci di oggetti sulle pacifiche famigliole della tribuna est, vaffanculeggiano tutto il tempo in italiano e si agitano a torso nudo indifferenti alle intemperie dal momento che in quel posto di merda da dove vengono loro il sole sicuro che non l’hanno mai visto neanche da lontano. fanno casino tutto il tempo e li capisco, perché neanche nei loro sogni più inconfessabili potevano sperare di venire a torino a farci il culo, però mi consolo pensando che vivranno tutta la vita logorati da una fredda pioggia battente e da un vento sferzante, a pescare merluzzi da un buco nel ghiaccio braccati dagli orsi bianchi. il djungarden schiera col numero 77 abgar barsom, già colonna del mio glorioso wigan athletics a championship manager 00-01. l’avevo decisamente mitizzato e trovarmelo di fronte è una delusione. l’incontenibile mezza punta della mia fantasia è in realtà una patetica ala sinistra staticissima con un taglio di capelli da bagnino della riviera adriatica. verrà mestamente sostituito senza rimpianti a metà del secondo tempo. la juve parte con una specie di 4-3-3 (se si vuole considerare del piero un attaccante) che in realtà ricorda piuttosto un 4-3-2 (dal momento che riesce difficile considerare del piero un giocatore di calcio). blasi sulla destra conferma il suo naturale talento per rimediare ammonizioni ogni volta che gli viene concesso di giocare a calcio. meglio al centro, al posto di un deleterio tacchinardi. splendido legrottaglie (che per tutto la partita ho scambiato per tudor), che regala un momento di ilarità generale con una gag degna del miglior buster keaton, con il pallone che gli rimbalza sulla nuca mentre lui si agita disperato senza riuscire a trovarla. miccoli magari non è al top, però si sbatte tutto il tempo ed è il solito pericolo costante. sullo 0-2 siamo ormai preda dello sconforto ma l’ingresso di ruben olivera ristabilisce le gerarchie. sulla destra è incontenibile e per quanto mi riguarda può tranquillamente relegare camoranesi alla panchina a vita. sull’altra fascia ammiriamo estasiati alessandro del piero, forse ancora stizzito per le vergognose accuse di mezzoseghismo, che trascorre tutto il secondo tempo immobile come uno stronzo su un marciapiede, regalando una serie interminabile di patetici triangoli con zambrotta, restituendogli ogni volta un pallone troppo lungo sul fondo. dopo la terza volta l’intera curva ha seriamente meditato di suicidarsi in massa lanciandosi sul primo anello. al momento dell’inevitabile sostituzione viene abbondantemente vaffanculeggiato dallo stadio intero. quando si incomincia finalmente a giocare al calcio riprende il diluvio che finisce per anestetizzare la partita, favorendo gli svedesi sempre propensi a fingere malori intestinali e svenimenti in campo per succhiare minuti preziosi. all’uscita si tratta di raggiungere la macchina a piedi, saggiamente parcheggiata vicino a casa di marco. sbagliamo direzione e ce ne accorgiamo quando siamo ormai al confine con la francia, fradici fino alle ossa e ormai sicuri di trascorrere il resto dell’estate a letto con un termometro nel culo. come se non bastasse che siamo a rischio qualificazione e che sono ridotto da buttare nel cesso una macchina sfreccia dentro una pozzanghera sollevando uno tsunami che ci si abbatte impietosamente contro, umiliandoci definitivamente sul finire di questa indimenticabile serata di merda.

 

atroC.T.X.Z.B.tion

postato da atrocityexibition | 11/08/2004 18:43 | commenti (16)

lunedì, agosto 09, 2004

i messaggi subliminal-autopromozionali di sad.aft.sex
vista la pressochè totale assenza di lettori che sta funestando il blog nella stagione estiva dubito seriamente che freghi qualcosa a qualcuno. ad ogni modo sappiate che al momento il frutto più fresco della mia produzione lo trovate qui. trattasi dell'ambitissima lista dei miei dischi dell'estate 2004, fossi in voi ne farei tesoro.

la bacheca di sad.aft.sex
cercansi facinorosi compagni di spalti per juventus-djungarden di domani sera. curve a 10 euro. si temono temporali devastanti e prestazioni scandalose di una squadra di quarantenni allo sbando, ma potrebbe trattarsi di una parziale quanto auspicata rivincita ai danni di una squadra di mangiamerluzzo.



postato da atrocityexibition | 09/08/2004 16:35 | commenti (4)

mercoledì, agosto 04, 2004

the sad.aft.sex smart guide to summertime reading (2)

cercheremo quest’oggi di infilarvi nello zainetto una serie di saggi a tema musicale, così magari per una volta mentre stronzeggiate sotto il sole chissà che imparate anche qualcosa di utile, invece di stare ad ascoltare il vostro vicino d’ombrellone che cerca di urinarvi addosso per alleviare l’urticanza del morso di una medusa.

 

groupie- ragazze a perdere. di barbara tomasino (ed. l’epos, palermo, 2003)

un’opera che allo stesso tempo colma una grossa lacuna all’interno del panorama editoriale italiano e propone un’analisi minuziosa e attenta su uno dei fenomeni più interessanti e meno studiati dell’universo del rock n’ roll. colpisce decisamente l’approccio scientifico a un tema che tende spesso ad apparire frivolo, ma che l’autrice affronta muovendosi abilmente tra l’antropologia e il gossip, inquadrando gli eventi all’interno della loro cornice sociologica, cronologica, geografica e soprattutto iconografica (supportata da un’impressionante serie di note e appendici bibliografiche e fotografiche frutto di una ricerca che presumiamo ossessiva, che mette ordine all’interno di una documentazione spesso casuale o parziale, costituita per lo più dalle autobiografie delle singole groupie o dalle biografie dei musicisti). ne esce uno studio piacevolissimo degli usi e costumi che hanno configurato in maniera determinante la componente estetica della mitologia rock. dopo una splendida parte introduttiva di contestualizzazione che occupa quasi due terzi del libro, l’autrice conclude con un capitolo inventaristico intitolato “martirologio glorioso”, nel quale si succedono brevi e complete monografie (a volte frutto di interviste esclusive) delle groupie che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del rock (marianne faithfull, le plaster caster, paula yates, nico…). mi sono spesso ritrovato colpito al cuore da queste cronache di storie d’amore disperate e senza futuro, spesso governate dalla pulsione autodistruttiva che accomuna gli amanti e che evidenziano il turbamento di donne inesorabilmente attratte dall’ombra della morte che incombe sui loro idoli. “groupie” mi ha dato l’impressione di soffermarsi proprio sulla fascinazione e l’attrazione sessuale per la morte connessa all’iconografia del rock ‘n’ roll (o dello star system in generale, guardando magari ad hollywood babilonia di kenneth anger, spesso citato dall’autrice), attraversando le vicende di donne decise ad oltrepassare il confine tra il pubblico e la star, nel tentativo folle di entrare in contatto fisico con un’icona, e pagando spesso con la condivisione di un destino tragico e con un’esistenza pericolosamente in bilico tra il glamour e lo squallore più totale.

 

morrissey. di pat reid (ed.playground, 2004, € 10)

agile volumetto monografico dai toni vagamente cazzeggiatori (e non per questo deprecabile) che ripercorre la carriera del nostro beniamino attraverso una serie di microcapitoli a tema, che spesso attraversano la carriera di morrissey rapportandola ad alcuni momenti della vita professionale dell’autore (critico e giornalista musicale). rimarchevoli soprattutto i ritratti (frutto di interviste) degli altri ex-smiths, l’attenzione per i componenti che si sono alternati al fianco di morrissey durante la sua carriera solista e alcune interviste con i più giovani fan di morrissey, adolescenti ispano-americani delle periferie di l.a. che sorprendentemente compongono oggi il suo più vasto bacino di utenza.

 

les inrockuptibles- 50 ans de rock vol. 2 : les trésors cachés

edizione speciale della prestigiosa rivista d’oltralpe. il secondo volume della serie  “50 anni di rock” è un interessante excursus sui suoi “tesori nascosti” (ma devo dire che i velvet underground si erano nascosti piuttosto male), ovvero gruppi o dischi sempre ignorati o troppo velocemente dimenticati. particolarmente interessante la riproposizione di una serie di interviste d’archivio degli anni ‘90 (brian eno, lee hazlewood, arthur lee, iggy pop che parla degli stooges, talk talk, scott walzer) e alcune monografie più o meno approfondite (syd barret, new york dolls, nick drake…). il tutto è corredato da una lista di 50 dischi misconosciuti della storia del rock e da una di dieci buoni dischi ad opera dei musicisti più detestabili della storia del rock (elton john, queen, genesis…). a giustificare lo spaventoso prezzo di copertina (farebbe dodici e cinquanta, vi dirà l’edicolante entusiasta…) un cd di 15 tracce che mescola impunemente modern lovers, love, velvet, feelies (fantastici, non li conoscevo), boards of canada, esg, the last poets (seminali, direi) scott walker, brian eno e sun ra (personaggio che mi ha sempre incuriosito e che con questo pezzo si dimostra sufficientemente fulminato da farmi rimandare alla prossima vita l’approccio alla sua discografia).

 

atroC.T.X.Z.B.tion

 

postato da atrocityexibition | 04/08/2004 19:07 | commenti (5)



BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Blogarama - The Blog Directory

Blog Aggregator 3.0 - The Filter


indie blog aggregator

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.
visitato *loading* volte